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Real estate

Kohalmi (Pictet Alternative Advisors), “L’ufficio cambia pelle, ma non scompare”

Nel mondo post-pandemia gli ambienti di lavoro cambieranno probabilmente aspetto, ma rimarranno fondamentali per le città e per gli investimenti immobiliari. In ogni caso altri settori, come la logistica dell'ultimo miglio (che facilita le fasi finali delle consegne degli acquisti online) o le aree residenziali, registreranno una crescita maggiore

city di londra

La city di Londra

Lo scorso marzo la City di Londra si è trasformata, praticamente nel giro di un giorno, da centro frenetico in una città fantasma. Per mezzo milione di dipendenti il lavoro da casa è passato da evento occasionale a routine. Alcuni mesi dopo, con molti uffici a Londra – e in tutto il mondo – ancora completamente vuoti, la domanda è: siamo davanti a un cambiamento temporaneo o si tratta di qualcosa di definitivo? “Senza dubbio, la domanda di uffici subirà una trasformazione. Dopotutto, la pandemia ha dimostrato, a sorpresa sia dei datori di lavoro che dei dipendenti, che possiamo lavorare abbastanza bene da casa, a tempo pieno e in massa, almeno per alcuni mesi”, dice Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate and Co-Chief Executive Officer di Pictet Alternative Advisors. Secondo lo strategist, questa constatazione non significa che l'ufficio scomparirà. Piuttosto, che si trasformerà in qualcosa di nuovo. “Con il passare del tempo sono emersi infatti alcuni svantaggi del lavoro da casa – spiega Kohalmi – Sono infatti sempre più numerose le preoccupazioni, espresse tra gli altri da Andy Haldane, Chief Economist presso la Bank of England, riguardo al potenziale impatto negativo di lavorare a lungo da casa sulla creatività e sull'innovazione: nessuno, per esempio, ha trovato un modo efficace per riprodurre su Zoom quegli incontri occasionali che si verificano alla macchinetta del caffè”.

Non solo. L'ufficio soddisfa anche un'importante esigenza sociale. Inoltre per molti le condizioni di lavoro da casa sono rese inospitali dalla mancanza di spazio, di privacy, di soluzioni di arredo e di dispositivi tecnologici adeguati. “Lo smart working non si è nemmeno dimostrato utile per trasferirsi in altri luoghi, potenzialmente meno costosi: le complicazioni fiscali e in materia di sicurezza informatica hanno spinto le aziende a impedire ai propri dipendenti di trasferirsi in altri Paesi, mentre alcune aziende, tra cui Facebook, hanno deciso di adeguare la retribuzione in base al Paese in cui lavorano i dipendenti”, aggiunge Kohalmi.

Qual è allora l'evoluzione dell'ufficio nell'era del coronavirus? Come spiega lo strategist i ricercatori delle principali università statunitensi hanno scoperto che le aziende stanno pensando agli uffici di domani come elemento aggiuntivo al lavoro virtuale, concentrandosi in particolare sulla promozione della, "capacità di creare legami deboli e conversazioni occasionali". Ciò richiederà aree comuni migliori, spazi di co-creazione dedicati e meno postazioni fisse. “In un mondo post-pandemia, la quantità di spazio a disposizione di ogni dipendente può diventare un fattore discriminante, dato che negli ultimi due decenni si è più che dimezzato, mentre adesso, a causa della pandemia, il valore dello spazio personale guadagnerà molta importanza”, dice Kohalmi. Che aggiunge: “L'ubicazione sarà un altro aspetto chiave da considerare. Gli uffici che rischiano di più di chiudere sono quelli situati nelle periferie e quelli di alcune aziende, come i call center, in cui la possibilità di socializzare o innovare è limitata. Alcuni di questi edifici saranno probabilmente convertiti in abitazioni, accelerando una tendenza già in atto nel Regno Unito e in diversi Paesi europei”.

In ogni caso la pandemia porterà a una differenziazione nella domanda di uffici che creerà opportunità per chi investe in immobili. "Investendo in uffici commerciali e favorendo una trasformazione significativa, rendendoli più rispettosi dell'ambiente, aperti all'innovazione e alla collaborazione e abbracciando la tecnologia, c'è la possibilità di ottenere rendimenti migliori rispetto al semplice acquisto di edifici già ristrutturati", afferma Kohalmi. Che aggiunge: "Riteniamo che gli uffici rimarranno una parte fondamentale delle nostre città e della nostra vita nel mondo post-pandemia e siamo convinti che meritino uno spazio all'interno di portafogli immobiliari diversificati". In ogni caso, secondo lo strategsit, alcuni altri settori immobiliari, come la logistica dell'ultimo miglio (che facilita le fasi finali delle consegne degli acquisti online) o le aree residenziali, potranno registrare una crescita maggiore. "Tuttavia gli uffici offrono un importante potenziale per flussi di reddito stabili nel lungo termine e, nel contesto attuale, un'opportunità particolarmente interessante per aggiungere valore attraverso la modernizzazione e lo sviluppo", conclude Kohalmi.

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