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S&P Global Ratings, finanza araba in crescita nel 2021

L’emissione globale di sukuk salirà a 140-155 miliardi di dollari dai 139,8 miliardi del 2020, grazie a una ripresa delle emissioni in Malesia, Indonesia e nei Paesi del Golfo. Possibili progressi per un quadro giuridico e normativo unificato

A scuola di finanza islamica all'Università Insubri di Como

Sukuk in grande spolvero nel 2021 secondo S&P Global Ratings, che ha dedicato un report a questo strumento di investimento della finanza islamica concepito per finanziare progetti incentrati sul territorio. Secondo S&P Global Ratings l'emissione globale di sukuk – una specie di obbligazione che rispetta il principio del profit and loss sharing, dove l’utile dipende dall’andamento del bene sottostante e che non prevede interesse garantito - salirà a circa 140-155 miliardi di dollari quest'anno dai 139,8 miliardi del 2020, grazie a una ripresa delle emissioni in Malesia, Indonesia e nei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, ovvero Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Secondo gli analisti di S&P le condizioni di mercato dovrebbero rimanere favorevoli, con tassi di interesse record e abbondante liquidità per tutto il 2021 e oltre. “Prevediamo inoltre che la crescita del Pil nei principali Paesi finanziatori islamici – ovvero Paesi del CCG, Malesia, Indonesia e Turchia - si riprenderà dopo la forte recessione del 2020”. A favorire lo sviluppo del sukuk, secondo S&P, c’è anche il presupposto che il prezzo del petrolio si stabilizzerà a circa 50 dollari al barile nel 2021.

Tutti questi fattori quindi sarebbero alla base di una performance più significativa da parte del mercato globale dei sukuk nel 2021 rispetto al 2020. Tuttavia, secondo gli analisti, i rischi al ribasso per i principali Paesi emittenti rimangono significativi. Il principale è che ulteriori ondate di Covid19 e le necessarie misure di contenimento possano danneggiare la fragile ripresa economica di alcuni Paesi dell'area. “Nei prossimi 12-18 mesi potremmo anche vedere progressi relativi a un quadro giuridico e normativo globale unificato per la finanza islamica, e potremmo vedere alcune emissioni di sukuk che mirano ad affrontare i problemi sociali derivanti dalla pandemia o a sostenere la transizione energetica in Africa e nel Medioriente”, conclude il report.

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