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Bernardi (Diaman Partners), “Bitcoin sull’ottovolante. Ma pronto a ripartire”

La criptovaluta ha ceduto il 20% in un solo giorno portandosi a quota 32.389 dollari. Ma è pronto a conquistare nuovi massimi, perché il suo fair value è generato dalla sua progressiva scarsità

Bernardi (Diaman Partners), “Bitcoin sull’ottovolante. Ma pronto a ripartire”

Daniele Bernardi, CEO ddi DIAMAN Partners

Dopo un incremento di oltre il 30% in soli dieci giorni e il conseguimento della valutazione record di 40mila dollari, domenica scorsa il valore del Bitcoin è crollato di oltre il 20% retrocedendo a quota 32.389 dollari. Si tratta di una perdita di valore enorme (le criptovalute, non solo il Bitcoin, hanno superato ormai la soglia dei mille miliardi di capitalizzazione di mercato) che, se avvenisse sui mercati azionari, farebbe pensare allo scoppio di una bolla e farebbe tremare i polsi a tutti i gestori. Ma nel criptomondo gli investitori sanno tenere a freno le emozioni. Perché sono abituati a questi terremoti. E soprattutto perché gli analisti sono convinti che la corsa del Bitcoin non sia affatto finita.

A scommettere sui Bitcoin sono in tanti: JP Morgan ha recentemente fissato un target price a 146mila euro nel lungo periodo. Ma c’è chi scommette anche su valori superiori. “Bitcoin ha perso il 20% in un giorno, ma non dimentichiamo che valeva 10mila dollari solo sei mesi fa e che oggi si trova a quota 40mila. Quanto avvenuto rientra quindi nella normalità delle criptovalute, in quanto la loro volatilità è sei volte superiore a quella dei mercati azionari”, spiega Daniele Bernardi, Ceo della fintech company Diaman Partners. C'è poi un altro elemento che aggiunge benzina alla volatilità. Come spiega Bernardi, quello delle criptovalute è un mercato molto automatizzato che prevede meccanismi, per esempio di stop loss, che si innescano automaticamente al verificarsi di condizioni predeterminate.

Ma qual è il giusto livello di prezzo di un Bitcoin? “C’è un modello quantitativo denominato stock-to-flow che mettere in relazione lo stock di un bene in circolazione con i quantitativi di questo bene immessi sul mercato – spiega Bernardi – Sulla base di questo modello è possibile prevedere il valore dei metalli (per esempio l’oro), ma c’è una buona correlazione anche con le criptovalute”. “Attualmente ci sono 18,5 milioni di Bitcoin in circolazione dei 21 milioni che se ne estrarranno complessivamente, e questo significa che il numero di Bitcoin estratti ogni giorno è molto inferiore a quelli già in circolazione”, aggiunge Bernardi. In altre parole, secondo lo strategist, utilizzando il modello stock-to-flow il prezzo corretto del Bitcoin si aggirerebbe tra 80 e 90 mila dollari, ben oltre il prezzo attuale. “Mentre il dollaro e le altre valute emesse dalle Banche centrali sono inflattive (più ne stampi meno valgono), per il Bitcoin vale la regola contraria”, spiega Bernardi. Che conclude: “Di Bitcoin ne vengono estratti sempre meno nel tempo e quindi il modello stock-to-flow indica che il prezzo crescerà, perché il fair value è generato dalla sua progressiva scarsità”.

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