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Al bando cellule staminali e modifiche al genoma umano nella linea di gestione di Banor per la Cei

La sim guidata da Massimiliano Cagliero ottiene la certificazione di conformità dalla Conferenza episcopale italiana. La gestione segue i principi Esg. Esclusi anche i metodi contraccettivi

La Cei certifica la sostenibilità di sei fondi Dpam

La gestione bilanciata di Banor Sim per la Cei ha ottenuto da Nummus.Info il riconoscimento di conformità alle linee guida espresse dalla Conferenza Episcopale Italiana. La verifica è stata effettuata da Nummus.Info, società collegata alla stessa Cei, che ha il compito di validare i portafogli e certificare gli investimenti secondo i suoi principi etici. In particolare, riguardo al mandato di gestione in oggetto, Nummus.Info analizza, oltre agli strumenti finanziari presenti in portafoglio, il processo d’investimento, le restrizioni e le esclusioni, aggiornando semestralmente la certificazione in coerenza alle linee guida emanate il 24 febbraio 2020 con il documento “La Chiesa cattolica e la gestione delle risorse finanziarie con criteri etici di sostenibilità ambientale, sociale e di governance”.

In generale le linee guida per gli investimenti stilate dalle Commissioni Pastorali stabiliscono che ogni attività di carattere economico non possa essere solo finalizzata alla produzione di reddito e di guadagno, ma debba anche rispondere ai principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Ma in che cosa si distinguono allora i criteri adottati dalla Cei rispetto a quelli Esg? “In verità non si tratta di elementi contrapposti, ma che si intrecciano tra loro – spiega Tomaso Mariotti, Responsabile obbligazionario di Banor Sim - I nostri criteri etici sono quelli con i quali escludiamo dall’universo investibile le imprese di settori quali il tabacco, l’alcol, le armi e il gioco d’azzardo, ma anche i metodi contraccettivi, la modifica del genoma umano e le cellule staminali”.

In altre parole i criteri Esg si integrano a quelli cristiani nella fase di valutazione e selezione dei titoli. Dal punto di vista Esg, quindi, l’analisi comincia dallo studio di diverse fonti: i bilanci di sostenibilità delle aziende, i database e gli incontri societari. “In seguito selezioniamo i dati principali da esaminare con l’ausilio della matrice di materialità di Sasb (Sustainability Accounting Standards Board), che definisce gli elementi più significativi da considerare per ciascun settore di attività di un’impresa - spiega ancora Mariotti - A questo punto aggiungiamo anche uno studio sul flusso di notizie che riguarda l’azienda per valutare eventuali rischi reputazionali”. "Compiuti questi passaggi di analisi, la gestione premia o penalizza le aziende rispettivamente migliori o peggiori e procede con la selezione sulla base delle aspettative di rendimento", conclude Mariotti.

 

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