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Materie prime

Goldman Sachs, “I Mercati Emergenti sostengono i corsi delle soft commodity”

Secondo gli analisti anche la vittoria dei democratici in Georgia sosterrebbe le materie prime agricole, grazie a una decisa virata verso politiche di redistribuzione e ambientali che sono centrali per la domanda. Positivi anche sull’oil dopo il taglio alla produzione dell’Arabia saudita

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L'Opec e la Georgia contribuiscono a neutralizzare i rischi a breve termine per le materie prime, sulle quali il team Commodity Research di Goldman Sachs rimane rialzista. Vediamo il fattore Opec. Come sottolinea l’analisi di Goldman Sachs, l'Arabia Saudita ha accettato un taglio unilaterale della produzione, che ha neutralizzato i rischi di blocco delle attuali quotazioni. Quanto alla Georgia, la vittoria dei democratici - che ha permesso di realizzare la famosa Blue wave - avrebbe ribaltato la linea degli Stati Uniti verso politiche di redistribuzione e ambientali che sono centrali per la domanda di materie prime. Secondo gli analisti, infatti, la vittoria dei democratici contribuirebbe a generare un’onda verde sincronizzata, “aprendo un percorso per tutte le tre le principali economie - Stati Uniti, Cina ed Europa – volto a perseguire a livello globale politiche di stimolo che dovrebbero accelerare il ciclo di reflazione che ha portato i mercati delle materie prime verso l'alto”.

A sostenere queste ultime, come spiegato nel report, ci sono anche i governi dei Mercati Emergenti di tutto il mondo, che stanno cercando di garantire versatilità nelle loro catene di approvvigionamento, in particolare di materie prime agricole. “I loro sforzi per garantire l'approvvigionamento interno hanno contribuito alla tenuta dei prezzi dei cereali, con l'Argentina che vieta le esportazioni di mais, la Russia che mette una tassa all'esportazione sul grano e la Cina che nel suo piano quinquennale ha inserito la necessità di scorte strategiche di cereali e maiale”, è scritto nel report.

Sarebbero questi quindi i tre driver che hanno contribuito a sostenere i corsi delle materie agricole, che hanno messo a segno un incremento del 24% dallo scorso novembre a metà settimana. “Il recente rally rafforza la nostra view di un mercato rialzista strutturale – spiegano gli analisti - Crediamo che lo sweep democratico e la riduzione della produzione di petrolio dell’Arabia saudita abbiano migliorato le prospettive a medio termine delle commodity. Abbiamo quindi aumentato le previsioni a 3, 6 e 12 mesi dell'S&P GSCI ER con attese di rendimenti rispettivamente del 6%, 9% e 10 per cento”. “Data l'entità del recente rally, tuttavia è probabile che i mercati si consolideranno a breve termine”, conclude il report.

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