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Amendola (AcomeA), “Stellantis sarà uno dei player globali del settore auto”

In attesa del piano industriale, che sarà presentato entro la fine del primo semestre, sul nuovo gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa piovono i giudizi positivi degli analisti. Il valore aggiunto è rappresentato dall’esposizione a tutti i mercati mondiali

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Il debutto a Piazza Affari di Stellantis, fusione tra Fca e Psa, è stato accolto con grande entusiasmo dal mercato, con il titolo che ha chiuso a quota 13,522 euro (in crescita del 7,57%) nella prima giornata di contrattazione. E oggi si attende in verdetto di Wall Street sul nuovo titolo Stellantis che rimpiazza le azioni Fca. Le attese del mercato sono ora rivolte al piano industriale, che sarà presentato entro la fine del primo semestre 2021. Ma intanto sul quarto gruppo automobilistico mondiale piovono giudizi positivi: per Intesa Sanpaolo il giudizio è buy in virtù delle sinergie industriali, anche per Banca Akros il rating è buy e il prezzo obiettivo di Stellantis è a 17,4 euro, ben oltre i 13,522 euro della chiusura di ieri.

Da giorni gli osservatori dibattono sul tema se vi sia un vincitore in questa fusione. “Il settore auto è molto complesso, e necessita di investimenti massicci in ottica di lunghissimo periodo – dice Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA SGR - Fiat è stata tenuta a galla per anni da un ottimo manager che ha cercato di compensare le lacune del passato, ma che ha spinto l'azienda al massimo del suo potenziale. E che, da sola, non poteva restare leader di mercato”.

Ma che cosa rappresenta Stellantis nel nuovo panorama del settore auto? O meglio: Stellantis è destinata a essere protagonista di un settore che  – come spiega Amendola - è molto maturo, sostanzialmente in declino e nel quale ci saranno in un futuro non troppo lontano meno player, ma molto più integrati ed efficienti, rispetto a oggi? “Stellantis farà certamente parte di questo scenario – risponde Amendola – Il principale vantaggio di questa società è di essere esposta a tutti i mercati globali, con Peugeot molto radicata in Europa ma non in Usa, e Fiat molto presente in America attraverso Chrysler". "Inoltre il nuovo gruppo potrà sfruttare gli investimenti sull’elettrico fatti da Peugeot e potrà competere con i leader mondiali anche su questo tema che, se non è la panacea (manca ancora l’infrastruttura elettrica), può stimolare la domanda di auto, che è da tempo molto fiacca soprattutto in Occidente”, conclude Amendola.

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