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Viola (Generali Investments Partners), “I corporate bond sono la parte stabile dei portafogli”

Secondo il gestore, il debito societario rappresenta un’area dove è ancora possibile generare alpha, selezionando bene emittenti e individuando punti di curva attraenti. I settori più promettenti? Bancari e assicurativi

Viola (Generali Investiments Partners), “I corporate bond sono la parte stabile dei protafogli”

Fabrizio Viola, Fund Manager del comparto GIS Euro Corporate Short-Term Bond di Generali Investments Partners

In uno scenario di tassi molto bassi, e spesso negativi, uno dei temi più caldi per i gestori obbligazionari è capire che ruolo assegnare ai corporate bond nella ricerca di rendimento. Il 2020 ci lascia infatti un’eredità complessa: ottime performance, ma anche un’enorme quantità di titoli a tassi negativi, nonché un appiattimento delle curve di volatilità e una bassa dispersione fra settori. In ogni caso, secondo Fabrizio Viola, Fund Manager del comparto GIS Euro Corporate Short-Term Bond di Generali Investments Partners, per quanto riguarda il 2021, “I corporate bond rappresentano un’area dove è ancora possibile implementare delle strategie di “alpha generation”, facendo cura a selezionare correttamente emittenti o punti di curva ancora attraenti”. Come spiega il gestore, i mercati finanziari hanno anticipato a fine 2020 uno sviluppo positivo della pandemia e una ripresa economica, anche se ancora mirata ad alcuni settori. Inoltre i tassi nominali restano influenzati dalle politiche delle Banche Centrali e sono ancorati sugli attuali livelli. “In questo contesto molto fragile i corporate bond possono rappresentare una parte stabile dei portafogli degli investitori, vista la loro capacità di generare un rendimento corrente positivo, seppur oggi ridotto, e con bassa volatilità attesa”, spiega Viola.

Quanto alle migliori opportunità di investimento, arrivano sicuramente dai settori bancario e assicurativo, soprattutto dai loro titoli subordinati. “Gli emittenti finanziari ad alto rating si presentano oggi con bilanci in ordine e con una regolamentazione più favorevole rispetto al passato”, spiega Viola. Che aggiunge: “Non sono poi da dimenticare le banche spesso ritenute di “seconda fascia” come standing creditizio, in quanto possibili prede di acquisizioni”. Fuori dal comparto finanziario, secondo Viola resta intatto il tema della ricerca di rendimento, come nei titoli con rating tripla B e selettivamente doppio B, ma sarebbe ancora presto per accumulare i settori penalizzati dal Covid, come le società altamente cicliche, i settori del lusso e le compagnie aeree. Al contrario i bond sostenibili e green continueranno a ricevere molta domanda e interesse. Quanto alle aree geografiche, secondo Viola lo spazio per un’ulteriore compressione dei rendimenti, fra emittenti periferici e non, all'interno dell'eurozona è molto limitato. “Guardiamo invece con attenzione al bacino di emittenti dei Paesi emergenti che potrebbero affacciarsi sul mercato in euro alla ricerca di nuovi investitori e per differenziare le proprie fonti di finanziamento”, conclude Viola.

 

 

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