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Corporate bond

High yield, Un’oasi per i cercatori di rendimento

Secondo T. Rowe Price, rispetto alle obbligazioni IG, gli spread del debito HY in euro sono ora al livello più interessante mai raggiunto negli ultimi cinque anni. Opportunità nella fascia di rating B e nei settori servizi, intrattenimento, tempo libero e gaming

Il nodo della liquidità per i corporate bond

Il mercato dei bond high yield (HY) ha archiviato il 2020 con rendimenti medi del 3,1%, più bassi rispetto ai massimi di marzo, ma comunque molto attraenti rispetto a quelli negativi dei Bund e a quelli dei bond societari investment grade (IG) in euro, che sono stati inferiori in media dell’1 per cento. Come spiega Mike Della Vedova, co-gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – Global High Income Bond di T. Rowe Price, rispetto alle obbligazioni IG, gli spread del debito HY in euro sono ora al livello più interessante mai raggiunto negli ultimi cinque anni. Dal punto di vista del rapporto rischio-rendimento, secondo lo strategist, l’asset class regge bene il confronto anche con l’azionario europeo. Se si guarda agli ultimi 20 anni, i rendimenti annualizzati dei bond HY in euro sono stati il doppio di quelli delle azioni (6,1% contro 2,9%) e con soli due terzi della volatilità (10,4% contro 15,4%).

Il mercato dei bond HY in euro è diventato più ampio, più profondo e più liquido a partire dalla crisi finanziaria del 2008, crescendo dai circa 110 miliardi di dollari di allora agli attuali 750 miliardi. L’esplosione di richieste di finanziamento legata al Covid-19 ha fatto crescere l’asset class del 21% solo nello scorso anno. Un cambiamento strutturale importante è stato lo spostamento di molti ‘fallen angel’ dalla fascia IG a quella HY nel 2020. “Ciò ha modificato il profilo di credito del mercato, dato che la proporzione di obbligazioni con rating BB è aumentata dal 67% al 71%”, afferma Della Vedova. È importante poi sottolineare anche un trend strutturale più di lungo periodo: i profili degli emittenti di obbligazioni HY in euro stanno diventando più variegati. Per esempio, oggi circa il 14% del debito dell’asset class proviene da società statunitensi come Avis, Netflix e Levi Strauss, contro lo 0% del 2008, "D’altra parte, via via che le società globali aumentano la propria presenza in Europa, ha senso che esse finanzino questa espansione direttamente in euro", commenta il gestore.

Sia in termini assoluti che relativi, quindi, i bond HY in euro possono tornare utili per chi è alla ricerca di reddito. Ma come orientarsi? Secondo Della Vedova la fascia con rating B resta la più interessante. “Sul mercato HY, la chiave per gestire il rischio di credito, evitare le perdite e creare valore è la selezione dei titoli - dice il gestoe - Uno degli aspetti più attraenti della fascia con rating B è l’ampia dispersione dei prezzi, che implica rendimenti più elevati per i gestori attivi, cioè per chi è in grado di distinguere in modo efficace i vincitori e i vinti”. Quanto alle opportunità legate ai settori, nel 2020, dopo il sell-off di marzo e della maggior parte dell'anni, il team di T.Rowe Price si è concentrato sui business stay-at-home, come gli operatori wireless e via cavo, che hanno resistito meglio alla pandemia, oltre che su alcuni fallen angel. “Oggi molti dei vincitori della pandemia hanno raggiunto prezzi elevati e appaiono meno interessanti. Abbiamo iniziato a intravedere quindi opportunità nelle società più colpite dal virus, per esempio nel settore servizi, intrattenimento, tempo libero e gaming”, afferma Della Vedova. Che conclude: “Alcuni di questi bond scambiano al 70-80% del valore nominale, ma dispongono di ampia liquidità per poter pagare le cedole e ripagare i debiti nei prossimi due anni”.

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