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Outlook 2021

Hole (Capital Group), “Brexit e lockdown mettono a dura prova la ripresa economica in Europa”

L’orizzonte non è limpido per l’eurozona, anche se i PMI indicano che, a differenza dei servizi, il settore manifatturiero è riuscito a mantenere l'attività in territorio di crescita, con la Germania in testa

Hole (Capital Group), “Brexit e lockdown mettono a dura prova la ripresa economica in Europa”

Martyn Hole, Investment Director di Capital Group

Secondo il Fondo monetario internazionale, alla paralisi economica indotta dalla pandemia nel 2020, che ha causato la peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione, dovrebbe seguire quest’anno una solida crescita nelle principali economie. Il benchmark è la Cina, dove la ripresa è stata sorprendentemente rapida, sia nel 2020 sia nelle previsioni per il 2021. Quanto agli Stati Uniti - che nel terzo trimestre del 2020 ha registrato una crescita record del Pil annualizzato, pari al 33,1% - l'Fmi prevede un'espansione economica del 3,1% nel 2021, dopo un calo atteso del 4,3% nel 2020. Secondo l’outlook 2021 stilato da Capital Group tutte le previsioni di crescita non possono però prescindere dalla variabile vaccini. “Permangono rischi per una ripresa sostenuta, primo fra tutti la recrudescenza del covid19 – scrive Martyn Hole, Investment Director di Capital Group – In ogni caso i segnali sono positivi dal fronte dei vaccini. Dalle sperimentazioni di Pfizer, Moderna, AstraZeneca e di altre aziende sono già giunti dati promettenti. E noi ci aspettiamo che entro la metà del 2021 saranno almeno quattro i farmaci ampiamente disponibili”.

Quanto all’Europa i rischi sono rappresentati, oltre al coronavirus-Sars, anche dalla Brexit. “Tutti i governi europei hanno imposto ulteriori lockdown nazionali nel quarto trimestre in risposta alla seconda ondata della pandemia, minando l'attività nel settore dei servizi - spiega Hole - Questo shock per la crescita metterà a dura prova la ripresa economica europea nel 2021”. Le prospettive per l'area dipenderanno quindi dalla rapidità con cui la pandemia si placherà e dall'entità di un ulteriore sostegno fiscale da parte dei governi, che dovrebbero mantenere per lo più una politica fiscale espansiva. “L'esposizione diversificata dei ricavi è una caratteristica di molte società con sede nell'Europa continentale. E i Pmi (Purchasing Managers Index) dell'Eurozona indicano che, a differenza dei servizi, il settore manifatturiero è riuscito a mantenere l'attività in territorio di crescita, con la Germania in testa nella ripresa, trainata dalla solida domanda di automobili, attrezzature e macchinari in grandi mercati di esportazione come la Cina”, afferma Hole.

Quanto al tema Brexit, l’abbandono del Regno Unito del mercato unico e dell'unione doganale europea, ha posto molte sfide all'economia dell’area. Secondo Hole, il rallentamento della crescita economica peserà probabilmente sui titoli del Regno Unito, in particolare quelli di dettaglianti, banche, costruttori e servizi di pubblica utilità, che traggono gran parte delle loro entrate dall'attività nazionale. “Tuttavia – aggiunge Hole - le grandi multinazionali, come BP, AstraZeneca e Rio Tinto, potrebbero ottenere risultati migliori grazie ai flussi di reddito internazionali”. “Quanto all'Europa, sarà importante valutare la resilienza dei ricavi e la capacità delle società di affrontare la transizione della Brexit. E l'analisi bottom-up delle società sarà quindi fondamentale per individuare opportunità potenzialmente interessanti a lungo termine”, conclude Hole.

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