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S&P Global Ratings, Battuta di arresto per i Mercati Emergenti a gennaio

I nuovi lockdown saranno stressanti per i Paesi con un debito elevato e poco spazio per ulteriori manovre. Probabile un aumento di downgrade tra le società con rating più bassi

Debito asiatico, per il 2019 rendimenti al 6-7%

Il continente asiatico visto dal satellite

Rappresentano il “fattore alpha” dei portafogli secondo gli outlook 2021 appena diffusi da gestori e banche d’affari. Eppure S&P Global Ratings ha lanciato in questi giorni un allarme. Secondo il report intitolato "Emerging Markets monthly highlights: a bump on the path to recovery", l’ultima ondata di covid19 e le ulteriori misure di distanziamento sociale decise a gennaio rappresentano una potenziale battuta di arresto per la ripresa anche dei più promettenti Mercati Emergenti. Secondo il report infatti le condizioni economiche avverse del primo trimestre saranno particolarmente stressanti per i governi dei Mercati Emergenti con un debito elevato e poco spazio per ulteriori reazioni politiche e di sostegno, e anche per le società con ricavi depressi e spazio limitato per tagliare ulteriormente le spese. “Pertanto sono probabili ulteriori downgrade e inadempienze tra le società con i rating più bassi”, è scritto nel report.

In generale gli analisti di S&P Ratings ritengono comunque che le condizioni esterne rimarranno favorevoli per i mercati EM grazie alla domanda resiliente di manufatti e materie prime, che andrà a compensare parte della debolezza della domanda interna. In ogni caso l'introduzione del vaccino, che sarà probabilmente più lenta nei Mercati Emergenti rispetto ai mercati sviluppati, migliorerà la fiducia delle imprese e dei consumatori, rafforzando la domanda interna verso la seconda metà dell'anno. Quanto ai mercati sviluppati, secondo il report le condizioni di finanziamento continuano a essere favorevoli. “Gli sviluppi dei vaccini, l'aspettativa di una solida ripresa nel 2021 e le condizioni monetarie accomodanti hanno aumentato i flussi di capitale verso le principali economie”, è scritto nel report. “Ci aspettiamo quindi che molti emittenti (società e governi) continueranno a sfruttare i bassi tassi di interesse per migliorare i loro profili di debito. Tuttavia, non ci aspettiamo un debito incrementale per nuovi investimenti nel breve periodo”, concludono gli analisti di S&P.

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