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Tomaschù (Riello IP), “Rilanciare i Pir alternativi per sostenere le Pmi in affanno”

Secondo l'ad le risorse che arriveranno dall’Ue dovranno attivare un circolo virtuoso dell’investimento privato, in modo da favorire anche le piccole e medie imprese che, a differenza delle grandi aziende, hanno a disposizione solo il mercato interno dei capitali

Tomaschù (Riello IP), “Rilanciare i Pir alternativi per sostenere le Pmi in affanno”

Andrea Tomaschù, Partner e AD di Riello Investiment Partners SGR

Gli impatti economico-finanziari del covidSars hanno duramente colpito tutta la comunità economica. Ma il settore che sofferto di più in assoluto è quello delle Pmi, ovvero le aziende con un fatturato tra 2 e 50 milioni di euro o un totale attivo massimo di 43 milioni e 250 dipendenti. La Bce ha recentemente stimato che le Pmi europee avranno un bisogno finanziario di mille miliardi di euro a partire da quest'anno. Quanto alle Pmi italiane, il lockdown produttivo ne avrebbe compromesso la crescita, lenta ma costante, del rating degli ultimi cinque anni.

E ora che cosa succederà? Come spiega Andrea Tomaschù, amministratore delegato di Riello Investimenti Partners Sgr, la mancanza di risorse è oggi il primo e principale problema, sia in termini di continuità aziendale che di capacità di ripresa nel post-pandemia. “Sotto questo profilo il ruolo delle istituzioni assume un’importanza cruciale nel salvaguardare i posti di lavoro e, quindi, l’occupazione che altrimenti andrebbe persa. Ma anche, sullo stesso piano di importanza, nel consentire proprio all’impresa di poter non solo sopravvivere, ma inevitabilmente “ripartire” nella fase post-pandemia”, spiega Tomaschù. È indispensabile quindi che le misure di emergenza, come i “ristori” e la cassa integrazione, siano liquidati tempestivamente. “Se arrivano con troppo ritardo, come purtroppo è successo, il danno derivante dal dover intervenire direttamente, soprattutto nel caso di piccole imprese, potrebbe essere irreversibile, mettendo l’impresa nella condizione di scomparire definitivamente e con essa l’occupazione da lei generata”, spiega Tomaschù.

Altrettanto importanti sono le misure che dovranno essere prese nell’ambito del recovery plan e non solo. Queste misure - secondo lo strategist - devono collocarsi nell’ambito di un progetto chiaro, e dovranno essere in parte impiegate anche per attivare un circolo virtuoso dell’investimento privato, istituzionale e non, che possa creare un effetto di amplificazione, "che possa sostenere investimenti nelle Pmi che, a differenza delle grandi imprese, hanno a disposizione solo il mercato interno dei capitali”. “In questo contesto, i Pir Alternativi sono certamente uno strumento prezioso, che tuttavia potrebbe essere meglio diretto verso le imprese non quotate, che hanno un limitato accesso al mercato dei capitali, aumentandone così gli effetti positivi sul sistema Paese”, conclude Tomaschù.

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