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Tassi negativi e bolle speculative potrebbero condizionare il prezzo dell'oro

Secondo VanEck, a causa dei massicci interventi pubblici tesi ad acquistare attivi e a iniettare liquidità nell'economia, stiamo assistendo alla stessa inflazione dei prezzi degli attivi osservata dopo la crisi finanziaria globale. Ma questa volta ingigantita

Oro, mai viste così tante acquisizioni e fusioni

Nel 2020 l'oro ha guadagnato il 25,1% ovvero 381 dollari l'oncia, il maggior incremento percentuale annuo registrato in un decennio. I fattori che lo hanno sostenuto, come spiega Joe Foster, Portfolio Manager e Strategist di VanEck, sono stati molti: la pandemia, la riduzione (allo 0%) dell'obiettivo di tassi di interesse della Fed, il calo dei rendimenti obbligazionari e tassi reali negativi, una spesa pubblica senza precedenti, l’espansione dei programmi della Fed per acquistare titoli ed erogare credito a ogni settore dell'economia, gli altissimi livelli di debito tra le imprese, la debolezza del dollaro a partire da luglio, e infine le tensioni commerciali e politiche con la Cina. “Gli afflussi record nei prodotti negoziati in borsa (Etp) sull'oro fisico mostrano come gli investitori utilizzino l'oro per proteggere i propri portafogli dal deprezzamento delle valute, dal collasso del sistema o dall'inflazione, che possono essere il risultato involontario di politiche dei tassi zero, di oneri debitori gravosi e di migliaia di miliardi di dollari di liquidità iniettati nell'economia globale”, spiega Foster.

Ma quale sono ora le previsioni per il metallo giallo? “Riteniamo che gli stessi fattori che hanno spinto l'oro al rialzo nel 2020 resteranno in gioco anche nel 2021 – dice Foster – Ma cerchiamo di individuare i rischi residui che potrebbero condizionare l'andamento dell'oro non appena il virus sarà stato domato”. I principali rischi individuati da Van Eck che potrebbero condizionare le valutazioni dell’oro, il principale è rappresentato dai tassi negativi e dalle bolle speculative. “Il maggior rischio deriva dagli effetti distorsivi che i tassi nominali negativi, i tassi reali negativi e le politiche dei tassi zero hanno sui mercati - spiega Foster - La Fed ha dichiarato di voler mantenere la politica dei tassi zero almeno fino a tutto il 2023. E i rendimenti estremamente bassi costringono gli investitori a scommettere su segmenti più rischiosi dell'universo d'investimento”. Inoltre, i mercati risentono delle distorsioni dovute ai massicci interventi pubblici tesi ad acquistare attivi e a iniettare liquidità nell'economia tramite prestiti, spesa e contributi a fondo perduto. “Di conseguenza, assistiamo alla stessa inflazione dei prezzi degli attivi osservata dopo la crisi finanziaria globale, ma questa volta ingigantita”, dice Foster. Che aggiunge: “Incredibilmente, mentre siamo ancora nel bel mezzo di una crisi sanitaria storica, si sono venute a creare bolle speculative che hanno investito azioni, obbligazioni societarie, Bitcoin ed edilizia residenziale”. Margin debt e opzioni call sono infatti a livelli storici. “La corsa alla ricerca del più folle - nota come la "greater fool theory" - è in pieno svolgimento e un altro crollo è un'eventualità da non escludere”, conclude Foster.

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