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Sostenibilità

Banca Generali: il 2021 sarà ancora un anno Esg

La Banca Private chiude un anno con una crescita record delle masse investite in soluzioni sostenibili. Grande attenzione dei risparmiatori per gli Sdg’s dell’Onu relativi ad ambiente e sociale. Il vicedirettore generale Ragaini: trend costante che siamo orgogliosi di sostenere

La corsa sostenibiledel risparmio targato Esg

Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali

Da qualsiasi prospettiva si guardi l’eredità che il 2020 ha lasciato, si potrà notare un cambiamento con brusche frenate per interi settori, accompagnate da altrettanto forti accelerazioni per altri.

Un trend che certamente ha confermato la sua crescita è quello del mondo Esg: in tutti i campi la ricerca della sostenibilità è diventata sempre più necessaria e la finanza non fa eccezione.

Lo conferma, per esempio, anche Assogestioni, l’associazione che riunisce le società italiane attive nel risparmio gestito, che evidenziava come -a fine 2019- i fondi sostenibili avessero raggiunto e superato la soglia dei 30 miliardi di euro di patrimonio in Italia. Una crescita che, nonostante le difficoltà generate dalla pandemia, si è confermata senza sosta anche nel 2020.

Tra gli operatori italiani più attivi in questo particolare segmento di mercato c’è Banca Generali. La banca private guidata da Gian Maria Mossa proprio nel 2019 ha lanciato una piattaforma digitale che misura l’impatto concreto di ciascun fondo Esg rapportandolo a uno o più dei 17 SDGs che costituiscono l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Un progetto inedito in Europa che, a poco più di un anno e mezzo dal lancio, ha già centrato il target ambizioso del piano triennale che prevedeva di raggiungere e superare con soluzioni Esg il 10% di masse gestite entro il 2021.

Risultato centrato in anticipo: al 30 dicembre 2020 l’AuM in ESG su totale AuM gestite è pari all’13%.

Andrea Ragaini che di Banca Generali è il vice direttore generale racconta cosa c’è dietro questi numeri: “Le componenti della forte crescita dei prodotti Esg nel portafoglio dei clienti nel corso dell’anno appena trascorso sono molteplici e si fondano sulla qualità dei prodotti e sulla capacità dei rating Esg di cogliere profili di rischio che indicatori puramente finanziari non riescono a cogliere. L’elemento che però risulta centrale e distintivo e che differenzia la nostra offerta è la piattaforma IT che consente di sviluppare un percorso di investimento Banker Cliente innovativo partendo dalla propensione del cliente stesso rispetto ai 17 obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite. C’è poi un secondo elemento di unicità – continua Ragaini- ed è rappresentato dal report di sostenibilità che siamo in grado di offrire ai risparmiatori grazie all’accordo esclusivo che Banca Generali ha siglato con Mainstreet Partners e che consente di presentare non solo il rating di sostenibilità sintetico, ma anche il contributo diretto dell’investimento sui 17 SDGs”.

Altro elemento da tener presente su scala globale è che il mondo degli investimenti Esg è quello che meglio ha risposto alle sfide della pandemia diventata quasi subito un’autentica altalena per l’andamento dei mercati finanziari. Soprattutto nel periodo del primo lockdown l’accelerazione forte dei fondi Esg è stata evidente con i titoli di aziende attente a questi parametri che si sono dimostrati resilienti sin dalle prime battute della crisi davanti alle pressioni delle Borse.

Ma quali sono, rispetto all’acronimo Esg, le lettere che sono emerse più nettamente e quali cresceranno ancora in questo 2021? A riguardo Ragaini ha le idee chiare: “La lettera E, legata al rispetto dell’ambiente è stata ampiamente ripresa in numerosi contesti ed è anche quella che intuitivamente è più facilmente rappresentabile: le immagini del nostro Pianeta stremato dall’inquinamento hanno toccato il cuore di tutti ed hanno spinto gli investimenti in settori quali l’energia pulita, la gestione delle acque, dei rifiuti”.

Non a caso, facendo riferimento ai dati relativi alla fine del terzo trimestre dell’anno, tra gli SDGs che riscuotono maggior successo nell’universo di Banca Generali sono il 13esimo che si riferisce alla lotta contro il cambiamento climatico e il settimo che riguarda l’energia pulita con investimenti per Aum rispettivamente a quota 2.872,6 e 1.649,61 milioni.

Anche la lettera S che considera i temi sociali fondamentali come la salute e l’educazione ha visto, specialmente in questo periodo, un crescendo di attenzione: anche in questo caso i risparmiatori della banca private sono allineati con il terzo goal dell’Onu relativo a Salute e Benessere che raccoglie 1.975,7 milioni per Aum. Mentre il nono “Imprese Innovazione e Infrastrutture” che si colloca a metà strada tra la E la S raggiunge 2498,8 milioni.

Ragaini poi aggiunge: “In Banca Generali prestiamo particolare attenzione anche alla lettera G, perché siamo convinti che le regole di buon governo siano al centro del successo e della sostenibilità economica delle società. Per questo sponsorizziamo un osservatorio permanente di Corporate Governance presso la SDA Bocconi, che evidenzia chiaramente come le aziende con best practice di Corporate Governance ottengano sistematicamente risultati migliori delle altre”.

Nessuna componente, dunque, è da trascurare e, dopo un 2020 che ha visto una crescita esponenziale delle masse Esg gestite dalla banca private, è già chiaro che anche questo nuovo anno si muoverà in questo solco. Le parole di Ragaini a riguardo suonano come una conferma: “Pensiamo che il trend Esg sia destinato a durare a lungo nel tempo e siamo orgogliosi come Banca Generali e come Industria del risparmio di poterlo sostenere e supportare”.

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