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Plassard (Mirabaud), “Meglio puntare sulla blockchain che su una criptovaluta. Anche la più brillante”

Questa tecnologia ha molte potenziali applicazioni che non hanno nulla a che vedere con le valute digitali. Grazie alla riduzione dei costi e dei tempi di transazione, nel lungo termine potrebbe avere un impatto, per esempio, su notai, agenti immobiliari, urbanisti, investitori e altre comunità

Blockchain al servizio delle assicurazioni

I movimenti irregolari dei Bitcoin hanno portato molti strategist a parlare della "madre di tutte le bolle" e l’interesse verso le criptovalute sta quindi aumentando anche tra i piccoli risparmiatori. Tuttavia, come spiega John Plassard, Investment Specialist del Gruppo Mirabaud, ciò che la maggior parte degli investitori dimentica è che alla base dei Bitcoin o di Ethereum c’è la tecnologia blockchain, che è la vera perla rara del fenomeno “cripto”. Come spiega Plassard nel suo report, per funzionare i Bitcoin hanno bisogno di due meccanismi di base: il mining e appunto la blockhain, che è una specie di libro mastro pubblico condiviso su cui si basa l'intera rete Bitcoin. “Tutte le transazioni confermate sono incluse nella blockchain – spiega Plassard - L'integrità e l'ordine cronologico della catena di blocchi sono garantiti da mezzi crittografici”. Va quindi inteso che non esiste un meccanismo centrale per la gestione delle blockchain, ma che si tratta di un sistema autonomo. “Il loro punto di forza è quindi quello di permettere di fare a meno degli intermediari e delle commissioni che essi addebitano per effettuare i trasferimenti di moneta”, dice lo strategist.

In breve, la blockchain è un database che permette agli utenti di scambiare valuta virtuale senza passare per un’autorità centrale. E possiede molte altre potenziali applicazioni che non hanno nulla a che fare con i Bitcoin o altre valute digitali. “A lungo termine potrebbe avere un impatto su molti player: notai, agenti immobiliari, urbanisti, sviluppatori, esperti immobiliari, investitori e comunità, grazie in particolare alla riduzione dei costi e dei tempi di transazione”, dice Plassard. Che aggiunge: “Anche se evitiamo le criptovalute a causa della loro volatilità, può essere quindi interessante guardare alle aziende che investono pesantemente sulla tecnologia blockchain”. Decine di società quotate stanno infatti integrando la blockchain nelle loro operazioni, offrendo ai clienti servizi correlati o giocando un ruolo nel settore delle criptovalute. Alcune si concentrano esclusivamente sull'innovazione della blockchain e sulla criptovaluta, mentre altre utilizzano prodotti e servizi correlati per integrare un'attività esistente.

“Diverse società affermate stanno aprendo la strada a un uso più ampio della blockchain in vari settori industriali – dice Plassard – Mi riferisco a Intel Corp, IBM Corp, Mastercard, Amazon, anche se la blockchain rappresenta però per ora una quota molto piccola delle entrate del gigante del web”. “Altre società come Galaxy Digital Holdings, Silvergate Capital Corp, Nvidia, CME Group, Square e DocuSign hanno un investimento "misto" in criptovalute e tecnologie blockchain”, aggiunge Plassard. Infine, ci sono gli ETF che scommettono sulle aziende attivamente coinvolte nello sviluppo e nell'utilizzo di tecnologie di condivisione dei dati trasformazionali. “Scommettere oggi sulle valute criptate, quando sappiamo che il 2,5% dei possessori di Bitcoin rappresenta il 95% del volume, è estremamente rischioso e incerto", spiega Plassard. Che conclude: "Tuttavia, la tecnologia blockchain che ne permette l'esistenza è un tema di investimento che diventerà sempre più attraente nei prossimi anni, e con una volatilità molto più bassa”.

 

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