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Politica e finanza

Incarico a Draghi: attesi flussi di capitale sull’Italia

De Bellis, Ufficio Studi Equita: la credibilità di SuperMario può avere un impatto positivo sul mercato azionario italiano. Hense, BlueBay AM: Draghi sarebbe un risultato positivo per i mercati. Carpenzano, AllianceBernstein: uno sviluppo positivo a breve termine per i BTP. Morra, Moneyfarm: c'è già stato un impatto significativo sui principali indicatori italiani. Amendola, AcomeA SGR: la scelta di Draghi è il best case che si possa avere nei modelli

Schema Draghi, istruzioni per l’uso

Mario Draghi, ex governatore della Bce

Ieri il Presidente della Repubblica ha preso atto che non esistono le condizioni per la formazione di un governo politico per le posizioni inconciliabili tra 5S e IV e ha indicato che verificherà la possibilità di formazione di un governo istituzionale dando un incarico a Mario Draghi. Per Luigi De Bellis dell’Ufficio Studi Equita, lo sviluppo della crisi porta quindi verso un governo istituzionale che puòtrovare supporto trasversale in parlamento. “Il nuovo governo dovrebbe innanzitutto operare per un efficace e tempestivo utilizzo dei fondi del Recovery Fund e impostare alcune riforme strutturali per accelerare la traiettoria di crescita dell`economia. La credibilità di Draghi a livello internazionale potrebbe spostare flussi di capitale sull`Italia, quindi di aspettiamo un impatto positivo sul mercato azionario italiano, e in una prima fase suggeriamo di puntare su titoli liquidi (quindi ci siamo concentrati sull`indice FtseMib) che traggono vantaggio dalla riduzione dello spread, dall`implementazione degli investimenti legati al Recovery Fund e/o dalla riduzione dello `sconto Italia`”. Le azioni selezionate da De Bellis sono: Buzzi Unicem, Intesa, Mediobanca, Mediolanum, Stellantis. 

Per Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager, BlueBay Asset Management, “Draghi sarebbe un risultato positivo per i mercati, non perché è stato il salvatore della crisi sovrana europea nel ruolo di Presidente della BCE, ma perché un governo tecnico sarebbe più probabilmente in grado di padroneggiare le sfide del prossimo anno, in cui lo stretto coordinamento con l'UE e le riforme strutturali dovrebbero non solo aiutare la ripresa economica, ma anche ridurre le tensioni populiste sorte sotto il Governo Monti. Con il numero di casi di Covid-19 in aumento e la situazione complessa sul fronte dei vaccini – dato che l’UE ha avuto problemi a livello di consegne – il supporto della BCE sarà necessario più a lungo per sostenere la ripresa e le minori tensioni politiche ridurranno le frizioni nel corso di questo periodo di incertezza”.

Per Flavio Carpenzano, Senior Investment Strategist Fixed Income di AllianceBernstein, “Non c'è dubbio che avere un governo tecnico con Mario Draghi a fare da front runner nella corsa per diventare primo ministro sarebbe uno sviluppo positivo a breve termine per i BTP, ma si deve tenere presente che questo è soprattutto un segnale di mancanza di governabilità. Un po' di cautela è giustificata. Per formare un governo, Draghi avrà bisogno del sostegno del Movimento 5 Stelle o della Lega e non è affatto certo che questo arrivi. Oltre a ciò, c'è la questione di cosa potrebbe essere effettivamente in grado di ottenere Draghi se dovesse formare un governo e lì il suo spazio di manovra sarà probabilmente molto limitato, poiché il parlamento italiano è un pesce diverso dal consiglio direttivo della Bce. Quindi, se Draghi riuscisse a formare un governo sarebbe uno sviluppo positivo, ma ciò che è effettivamente accaduto è che le probabilità di entrambi i rischi di coda sono aumentate. Perciò, la reazione del mercato ad un risvolto negativo (elezioni anticipate) sarà probabilmente molto più accentuata rispetto a quanto potrebbe avvenire in caso di successo (governo tecnico). Nel lungo termine, c'è un rischio crescente che questo evento possa essere usato dai partiti populisti, poiché questo si adatterebbe perfettamente alla narrazione che l'Italia è gestita da Bruxelles/banchieri. Tuttavia, queste sarebbero preoccupazioni da porsi in un altro momento se Draghi diventasse, davvero, premier”.

Per Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm, "La notizia della convocazione di Draghi al Quirinale ha sicuramente avuto un impatto significativo sui principali indicatori italiani. In una giornata che vede tutti i listini europei in verde (influenzati anche dalle chiusure asiatiche e d’Oltre Oceano) il rendimento del FTSE MIB è superiore al 2%, con un distacco considerevole rispetto alle altre Borse europee. Anche guardando al mercato obbligazionario gli spread hanno subíto un restringimento considerevole (circa 0.10%) continuando un trend che era già in essere da marzo e portando il decennale italiano a circa 0.55%. La reazione di mercato, dunque, c’è stata ed è stata positiva. Agli investitori la notizia sembra piacere. Ricordiamo, però, che a seguito della crisi di governo gli spread avevano subito un analogo allargamento e il FTSE MIB una simmetrica sottoperformance; capiamo dunque che probabilmente ciò che piace agli investitori è soprattutto la possibilità di una risoluzione e di un ritorno alla stabilità di governo, necessaria anche per non dissipare gli aiuti derivanti dal Recovery Fund. Nel medio termine un effetto positivo potrebbe essere rappresentato dalla capacità (o dalla percezione che ne hanno gli investitori) di Draghi di sfruttare la sua autorità e la sua capacità negoziale a livello europeo per facilitare il dialogo sul programma di investimenti europeo, rafforzando la relazione tra i paesi core dell’Eurozona. Nella giornata di oggi e di domani potremmo dunque continuare a vedere un certo livello di volatilità sul susseguirsi delle notizie relative all’accettazione o meno della carica e alla formazione di un nuovo governo. Qualora Draghi dovesse diventare il nuovo presidente del consiglio sarebbe ancora presto tirare conclusioni di medio periodo sugli asset finanziari, poiché il sentiment positivo dovrà essere poi avvalorato da numeri concreti su crescita di PIL, inflazione e utili aziendali, fattori principalmente legati agli sviluppi lato COVID e al tessuto produttivo italiano. Nel lungo periodo, qualora la percezione del sistema italiano da parte degli investitori tornasse a livelli pre-2008, ci potremmo aspettare una sovra-performance dei BTP rispetto ad obbligazioni governative di altri Paesi, grazie al potenziale restringimento degli spread (0.15% pre-crisi) e a una componente cedolare più elevata. Scenario auspicabile ma difficile da prevedere in un contesto condizionato da una pandemia globale e livelli di indebitamento che porteranno nuove sfide (politiche ed economiche) nei prossimi anni. L’effetto sul FTSE MIB invece, data la composizione settoriale di quest'ultimo, ci sembra più legato alla campagna vaccinale che non agli sviluppi politici, anche se ovviamente le due cose sono interconnesse".

Per Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA SGR, "La scelta di Draghi come Papabile premier è il best case che si possa avere nei modelli. Non solo per lo standing del personaggio, indubbio, ma per il senso di sicurezza e preparazione che proietterebbe sui tavoli europei in nome dell'Italia. Il difficile del piano Next Generation EU arriva ora, ovvero la parte di impiego in modo produttivo dei fondi e un esecutivo a guida Draghi è il migliore possibile. Una volta superata la prova della Camera e del Senato, avremo più chiarezza sulla squadra di Governo e sulla sua tipologia. Gli investitori, in particolare esteri, sono ancora scettici sulla nascita di questo Governo, ma allo Stato attuale è difficile che non si realizzi. Una volta in carica, ci aspettiamo importanti flussi sul nostro Paese sia sullo spread Btp/Bund, ma soprattutto sull'Equity. I primi beneficiari per una questione di liquidità saranno i titoli blue chip, ma alla lunga i vincitori saranno le mid small cap: beneficiano maggiormente dei piani di investimento, sono rimaste indietro al livello di performance, hanno solidi fondamentali e sono "cheap". Continuiamo quindi a preferire il comparto industriali, delle costruzioni e delle Mid Small cap, le nostre multinazionali tascabili che mai come ora potranno esprimere il loro potenziale".

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