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Lyxor ETF Research, Un 2020 brillante per i fondi attivi azionari

Il 66% dei gestori europei large cap ha battuto il proprio benchmark e ben l'80% di quelli europei small cap ha sovraperformato. Contrastato il risultato per il comparto obbligazionario

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Il 2020 è stato un anno positivo per i gestori di fondi attivi, con i rendimenti relativi che hanno superato quelli del 2019 nell'85% delle asset class. In particolare, secondo il Lyxor ETF Research 2020, la maggior parte dei gestori attivi ha sovraperformato i propri benchmark nella maggior parte delle categorie azionarie. Più contrastate invece le performance dei gestori attivi obbligazionari, molti dei quali hanno faticato a tenere il passo con l'impressionante rally obbligazionario provocato dalle Banche centrali e con l'incessante compressione degli spread creditizi. "In un contesto globale senza precedenti e straordinariamente complesso per i gestori attivi, molti nel 2020 hanno saputo brillantemente proteggere i portafogli nelle fasi di forti turbolenze di mercato", è il commento di Vincent Denoiseux, Head of ETF Research and Solutions di Lyxor AM. Che aggiunge: "Tuttavia, tenuto conto della loro difficoltà nel generare alpha nel lungo termine, è fondamentale scegliere gestori attivi in grado di cogliere rapidamente l'evoluzione dei mercati. Per gli investitori meno tattici e che guardano a un’allocazione di portafoglio a lungo termine, invece, gli ETF rappresentano una scelta solida e valida".

Per quanto riguarda la gestione attiva azionaria, secondo il report, le risposte disomogenee da parte dei governi alla pandemia hanno portato a una maggiore dispersione dei prezzi tra Paesi, settori e fattori, creando quindi uno scenario di opportunità, con il 66% dei gestori azionari europei large cap che ha battuto il proprio benchmark. Il 2020 è stato un anno significativo soprattutto per i gestori azionari small cap, che hanno fortemente beneficiato di una maggiore dispersione e di un aumento dei livelli di volatilità: l'80% dei gestori attivi small cap ha infatti sovraperformato in Europa, mentre l'85% ha sovraperformato nel Regno Unito, posizionandosi adeguatamente sull'accordo dell'ultimo minuto tra Ue e Regno Unito.

Il 2020 ha visto invece una performance più contrastata da parte dei gestori attivi obbligazionari. Tuttavia non sono mancati risultati positivi. I gestori del debito dei Mercati Emergenti, per esempio, si sono distinti, con il 69% dei fondi che ha sovraperformato il proprio benchmark. Anche i gestori del reddito fisso US Aggregate e Global Aggregate hanno registrato buoni risultati (rispettivamente 54% e 52%), perché hanno approfittato dell’evoluzione delle curve dei tassi e dell'aumento dell'inflazione statunitense, trovando anche alpha nelle emissioni cartolarizzate, quasi-sovrane e locali. Al contrario solo il 29% dei gestori di fondi High Yield negli Stati Uniti ha sovraperformato il benchmark, ostacolati dall'aggressivo restringimento degli spread che ha ridotto la dispersione, e da un’eccessiva prudenza.

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