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Critpovalute

Bernardi (Diaman Capital), “Comprare Tesla con Bitcoin è come pagare in lingotti”

Un crescente numero di aziende accettano la criptomoneta come mezzo di scambio per i loro beni o servizi, senza che questo ne influenzi il prezzo. E la sua maggiore “spendibilità” non ne cambia la natura di riserva di valore

Bernardi (Diaman Partners), “Bitcoin sull’ottovolante. Ma pronto a ripartire”

Daniele Bernardi, CEO ddi DIAMAN Partners

L’aggiunta di Tesla all’elenco di aziende che accettano Bitcoin come moneta di pagamento sta cambiando la natura di questa criptovaluta, che è fondamentalmente quella di essere una riserva di valore? La risposta è negativa. Come spiega Daniele Bernardi, ceo di Diaman Capital, il Bitcoin non è infatti una moneta, ma un asset che ha un suo valore intrinseco che nasce dal suo utilizzo e dall’energia spesa per generarlo. Come tale ha un funzionamento più simile a una commodity: “Bitcoin è totalmente decentralizzato, ha un programma di emissione definito e non è sottoposto a un’entità di controllo – spiega Bernardi - Non a caso viene anche chiamato oro digitale e, avendo una struttura deflazionaria, tende a valorizzarsi nel tempo”. Detto questo, può Bitcoin diventare anche un mezzo di scambio? “Certamente. Se vai al ristorante e pretendi di pagare la pizza con azioni Apple, sarà anche una richiesta bizzarra, ma se il ristoratore accetta ci troviamo nell’ipotesi di un normale trasferimento di valore da una persona all’altra”, dice Bernardi.

Il fatto che Tesla accetti Bitcoin come mezzo di scambio è un passo futuristico che si adatta perfettamente alla visione del suo fondatore Elon Musk. Ma ci sono due questioni importanti che emergono dall'utilizzo di Bitcoin per le transazioni. La prima è che Bitcoin è un asset estremamente volatile, il cui valore è moltiplicato quasi per cinque nell'ultimo anno, e che quindi potrebbe improvvisamente anche scendere molto. In secondo luogo, come sottolinea Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst di Swissquote, l'acquisto di un'auto Tesla in cambio di Bitcoin significa sostanzialmente scommettere che il prezzo del Bitcoin si stabilizzerà o scenderà, pena fare un pessimo affare. “Nessuno seppellirebbe i propri Bitcoin in un'auto prevedendo che il suo prezzo triplicherà di nuovo nei prossimi anni”, dice lo strategist. Che aggiunge: “Certo potrebbe accadere anche il contrario, ma è una scommessa da casinò. Se il prezzo di Bitcoin scende drasticamente finisci per aver vinto una Tesla alla lotteria, ma se il suo prezzo triplica finisci per pagare la tua Tesla troppo cara”.

Ma è valida questa argomentazione? Secondo Bernardi no. “In questo senso, è vero che è importante il timing dell'acquito e quindi del trasferimento del Bitcoin. Ma è ancora più vero che i Bitcoin permettono di programmare un acquisto importante, quale è la Tesla, con qualche anno di anticipo, con la probabilità di avere una riserva di valore che si apprezza nel tempo nonostante la volatilità”, afferma Bernardi. Come detto il Bitcoin è un bene tipicamente deflazionario. E Tesla stessa ha fatto un aumento di capitale da 18 miliardi di dollari, di cui circa l’8% in Bitcoin acquistati a circa 40mila dollari rispetto agli attuali 46.292 dollari. "Un tale investimento si giustifica solo per un bene che si crede destinato a crescere nel tempo", conclude Bernardi  

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