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Usa, La ripresa favorirà le small cap nel lungo periodo

Secondo T.Rowe Price, a breve è possibile un consolidamento del segmento. Ma in un orizzonte più lungo, le società a piccola capitalizzazione americane dovrebbero beneficiare del miglioramento economico e di valutazioni più attraenti rispetto a quelle delle large cap

Il palazzo del Campidoglio a Washington, sede del Congresso degli Stati Uniti

Il palazzo del Campidoglio a Washington, sede del Congresso degli Stati Uniti

Negli Stati Uniti la graduale riapertura e normalizzazione dell’economia impatteranno sulle performance del mercato azionario nei prossimi 12-24 mesi favorendo soprattutto le small-cap, che tradizionalmente offrono rendimenti positivi nelle fasi di ripresa economica. Tuttavia, come avverte Curt Organt, gestore di T. Rowe Price, il segmento ha visto un enorme afflusso di denaro negli ultimi mesi. “Sembra quindi che le aspettative siano elevate al momento, e che molti dei possibili sviluppi positivi siano già riflessi nei prezzi di mercato”, dice Organt.

Secondo il gestore nel breve periodo è quindi abbastanza probabile un consolidamento del comparto. Ma su un orizzonte più lungo il miglioramento dell’economia dovrebbe supportare l’azionario small-cap Usa, che tra l’altro mostra valutazioni relativamente attraenti rispetto a quelle delle large-cap. Un altro elemento di supporto per le small cap è rappresentato dai maggiori stimoli fiscali e dalla conseguente maggiore attività economica, che dovrebbero supportare proprio le aziende a piccola capitalizzazione, che tendono a beneficiare nelle fasi di crescita del Pil. Anche se, a controbilanciare in parte tale scenario positivo, vi è il fatto che probabilmente, "vedremo una maggiore tassazione sulle imprese negli Stati Uniti, con possibili effetti sugli utili".

Ma come hanno attraversato la crisi del 2020 le small cap americane? Anche qui - dice Organt - la pandemia di Covid-19 ha ampliato il divario tra vincitori e vinti. "Tra i vincitori nella prima parte dell’anno - spiega il gestore - rientrano alcune aziende direttamente coinvolte nella gestione della pandemia, legate per esempio al settore sanitario, e altre che hanno beneficiato dello spostamento verso modelli di lavoro e di vita quotidiana più digitali, come le aziende di software e alcune tipologie di vendita al dettaglio".

Nella seconda parte dell’anno, invece, il focus si è spostato sulle aziende meglio posizionate per la ripresa e la riapertura delle economie: "Perciò abbiamo aggiunto posizioni che erano sotto pressione all'inizio della pandemia, ma che prevediamo beneficeranno quando inizieremo a tornare più vicini alla normalità”, racconta Organt. In particolare, T. Rowe Price ha aumentato l’esposizione a un mix di nomi finanziari, industriali e di consumo nel terzo trimestre, mentre nell’ultimo trimestre si è focalizzata sulla ricerca di asset di qualità e meno ciclici che non sono riusciti a tenere il passo con il mercato durante il forte rimbalzo. “Guardando avanti, le opportunità migliori derivano da una selezione di aziende in vari comparti, le cui valutazioni non riflettono appieno la sostenibilità della crescita o il potenziale di ripresa”, afferma Organt. Che conclude: “Al momento investiamo principalmente nel settore dei servizi industriali e di business, healthcare, IT, finanza e consumi discrezionali. Più di recente abbiamo aumentato l’esposizione verso le società di investimento immobiliare quotate (REIT), e i comparti trading, servizi professionali, hotel, ristoranti e tempo libero”.

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