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Goldman Sachs alza il target su Generali, Mediolanum e Ashmore

Alla luce soprattutto delle commissioni di performance, gli analisti hanno premiato con un buy i tre asset manager. Giudizio “neutral” per Amundi e Fineco Bank

Goldman Sachs: presto o tardiil mondo dovrà tornare al rigore

In seguito alla pubblicazione delle ultime trimestrali di alcuni asset managers, il team di Goldman Sachs ha aggiorniamo i giudizi e le stime sui titoli per il periodo 2021/22. E, alla luce soprattutto delle commissioni di performance più elevate del consenso, ha premiato con un buy secco Ashmore, Banca Generali e Banca Mediolanum, mentre ha mantenuto un giudizio “neutral” su Amundi e FinecoBank.

Concentriamoci sui due buy italiani. Per quanto riguarda Banca Generali, gli analisti di Goldman Sachs sottolineano come i risultati nel quarto trimestre 2020 abbiano battuto il consenso del 12% trainati principalmente dalla crescita delle commissioni ricorrenti. Per il 2021 la società ha innalzato le stime sui ricavi totali da 55 milioni a 70 milioni di euro e ha posto l'accento sul nuovo meccanismo calcolo della commissione di performance che saranno più basse e che entreranno in vigore - se approvate - nel gennaio 2022. La banca ha anche annunciato un dividendo di 3,3 euro per azione, che rappresenta un payout del 70,5% degli utili cumulativi 2019-20. “Abbiamo aggiornato il nostro giudizio su Banca Generali alla luce dei risultati del quarto trimestre e in attesa delle nuove strutture tariffarie del 2022. Abbiamo quindi leggermente innalzato il target price a dodici mesi a quota 34 euro”, è scritto nel report di Goldman Sachs. Il secondo buy è indirizzato a Banca Mediolanum, che ha registrato una buona trimestrale, con un buon utile netto e un impatto fiscale inferiore alle attese. La società proporrà un dividendo di 0,78 euro, pari a un dividendo complessivo di 573 milioni di euro. Il pagamento dei primi 19,6 milioni di euro è previsto per maggio 2021, mentre i restanti 553,7 milioni saranno liquidati a ottobre 2021. In considerazione dei risultati conseguiti e delle prospettive di crescita, il target di prezzo a dodici mesi è fissato a 9,30 euro dagli attuali 7,69 euro.

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