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La ripresa post-Covid favorirà il mercato azionario cinese

Secondo Columbia Threadneedle, un solido ecosistema digitale e la nuova amministrazione Biden sono i due fattori strategici per l’economia di Pechino che, secondo la Banca mondiale, crescerà quest’anno di oltre l’8 per cento

Debito asiatico, per il 2019 rendimenti al 6-7%

Il continente asiatico visto dal satellite

Il 2020 è stato un anno orribile per tutti. Ma non per la Cina, sui cui cieli si sono concentrati molti pianeti benevoli. E infatti il Paese del Dragone ha realizzato un’espansione prevista del Pil superiore al 2%, la peggiore degli ultimi 40 anni, ma comunque ampiamente superiore a quella di tutti i Paesi sviluppati che hanno invece archiviato il 2020 con un Pil negativo. Come spiega in un report Soo Nam Ng, responsabile azionario asiatico di Columbia Threadneedle Investments, il primo fattore che ha permesso a Pechino di conseguire questo risultato è la solidità dell’ecosistema digitale, fortemente rappresentato nell’indice cinese, che ha contribuito a sostenere il ritorno a una crescita economica positiva nel secondo trimestre, quando la produzione ha iniziato a riprendersi una volta messa sotto controllo la diffusione del virus. Il secondo pianeta favorevole è la nuova presidenza americana di Joe Biden, che dovrebbe segnare il ritorno alla diplomazia tradizionale, al posto delle misure volte a limitare le catene di produzione di chip e semiconduttori e di sistemi di fascia alta imposte dall’amministrazione Trump. “Il nuovo corso dovrebbe avere ripercussioni positive sul resto del mondo, inclusi i rapporti Cina-Usa e Cina-Australia, benché sia lecito presumere che qualche danno sia destinato a persistere”, spiega Soo Nam Ng. Non ultimo, il fattore stimoli monetari, che non è mancato neanche in oriente. “Per far fronte alla pandemia, gli Stati Uniti hanno adottato ingenti misure di stimolo monetario, il che ha aiutato gli istituti asiatici a fare altrettanto senza il timore di un grave indebolimento valutario”, spiega Soo Nam Ng.

Insomma tutti questi fattori hanno riacceso l’ottimismo. E la prospettiva di una ripresa post-Covid dovrebbe tradursi in ottime performance delle economie di tutto il mondo, con la crescita dell’Asia nuovamente ancorata alla Cina e la Banca mondiale che prevede un’espansione del Pil reale cinese di circa l’8,1% nel 2021. In questo contesto, secondo Soo Nam Ng, il 2021 dovrebbe essere un altro anno favorevole per le azioni, con performance settoriali meno polarizzate. “In particolare, i settori non tecnologici dovrebbero registrare una netta ripresa - dice lo strategist - Ma anche le azioni delle società tech dovrebbero conseguire buoni risultati, in quanto temi come il 5G, l’intelligenza artificiale, i big data, i veicoli elettrici, il cloud computing, l’e-commerce e il video live-streaming godono ancora di un notevole slancio”. 

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