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S&P, La sfida di UniCredit? Migliorare la redditività

Secondo il report, i progressi compiuti finora dal gruppo bancario per ridurre il rischio forniranno un cuscinetto per assorbire l'impatto del potenziale deterioramento della qualità degli attivi nei prossimi due anni

Unicredit, la notizia dell'accordo sulla sanzione fa bene al titolo

La torre di Unicredit a piazza Gaile Aulenti, Milano

Bank of America, dopo la nascita del governo di Mario Draghi, consiglia un generico acquisto di titoli bancari italiani, il mercato resta in attesa di capire quali saranno le prossime mosse del risiko bancario per muoversi con coerenza. Le ultime indiscrezioni dicono che le nozze tra UniCredit e Mps non sono inevitabili con la nuova guida politica, soprattutto se si considera che il nuovo amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel vedrebbe con maggior favore un’operazione con Banco BPM. Intanto S&P Global Ratings punta il radar proprio su Unicredit con un report in chiaro scuro, nel quale conferma il suo scenario di base di un’azienda che si trova ad affrontare condizioni operative difficili, tra tassi di interesse ultra bassi e elevata concorrenza, che continueranno a pesare sui suoi utili, aggiungendo anche che tali condizioni operative graveranno su tutti i titoli bancari italiani. Allo stesso tempo, S&P sostiene che i progressi compiuti finora dalla banca per ridurre il rischio, “forniranno un certo cuscinetto per assorbire l'impatto del potenziale deterioramento della qualità degli attivi nei prossimi due anni”.

Nel 2020 i ricavi del gruppo sono diminuiti del 9%, più delle attese, principalmente a causa di una forte contrazione dei proventi netti da interessi, mentre le commissioni sono diminuite in linea con le controparti. Allo stesso tempo, sottolinea il report, il rapporto tra esposizioni nette deteriorate segnalate è sceso all'1,9% nel 2020, ed è ora allineato con le controparti europee. Nel quarto trimestre del 2020, poi, UniCredit ha potenziato le riserve relative alle perdite su crediti, segnalando accantonamenti per 105 punti base per l'intero anno. Di tali accantonamenti, la metà era attribuibile all'impatto futuro della pandemia di COVID-19. “A nostro avviso, ciò fornisce al bilancio della banca un certo cuscinetto per resistere al deterioramento della qualità degli asset che ci aspettiamo nei prossimi trimestri”, ribadiscono gli analisti di S&P.

UniCredit ha anche annunciato che distribuirà circa 447 milioni di euro tra dividendi e riacquisto di azioni, ma è pronta ad aumentare tale distribuzione a circa 1,1 miliardi di euro nel corso dell'anno se la Bce lo consentirà. Questa scelta, secondo gli analisti, “non influenza in modo significativo le nostre attuali aspettative che UniCredit possa mantenere il suo coefficiente patrimoniale rettificato per il rischio ben al di sopra del 7% nei prossimi due anni”.

In ogni caso, secondo S&P, UniCredit è ora un gruppo bancario più semplice, meglio capitalizzato, meno rischioso e più efficiente rispetto al passato. Tuttavia, il suo nuovo team di gestione dovrà affrontare le sfide per ripristinare una maggiore redditività preservando al contempo le riserve di capitale e la qualità degli asset. “Inoltre, il consolidamento in Italia è stato un tema chiave per il settore nel recente passato, ma UniCredit non vi ha finora partecipato”, scrivono gli analisti di S&P. Che concludono: “Su questo fronte, monitoreremo da vicino le azioni strategiche del gruppo nei prossimi trimestri, comprese potenziali fusioni o acquisizioni”.

 

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