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Brera (Kairos), “Oggi l’Italia è il luogo nel mondo dove investire”

Secondo lo strategist, Mario Draghi, i tassi di interesse bassi e il Recovery Plan daranno fiducia agli investitori internazionali creando le condizioni per uno "shift monumentale" verso il mercato azionario italiano

Brera (Kairos), “Oggi l’Italia è il luogo nel mondo dove investire”

Guido Brera, Chief Investment Officer di Kairos

“C’è una sorta di allineamento di stelle che ci fa dire che, dopo tanti decenni, oggi l’Italia è il luogo dove investire nel mondo”. Guido Maria Brera, Chief Investment Officer di Kairos Partners Sgr, individua con decisione nel nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi, il personaggio che può regalare al Paese una stabilità politica mai avuta prima e una visibilità del futuro che, a chi ha investito nell’Italia, non è stata mai concessa. “Due, forse anche cinque o sette anni di visibilità politica è esattamente quello che l’investitore vuole”, dice Brera.

Secondo lo strategist c’è un altro elemento positivo di cambiamento, questa volta globale, ma che insiste proprio sull’Italia. Sono i tassi di interesse. In un paper di gennaio l’ex segretario al Tesoro Usa, Larry Summers, ha sostenuto che i parametri di Maastricht, con questi livelli di tassi, perdono di valore e significato, perché la sostenibilità del debito, essendo questo meno caro, è ovviamente migliorata. “Summers ci dice anche che per Paesi come l’Italia, che hanno un altissimo livello di debito sul Pil, l’unico modo per abbattere quel livello è fare più debito, quindi espandere il deficit, a patto che il debito generi una crescita superiore al tasso di finanziamento del debito stesso”, dice Brera. Che aggiunge: “In altre parole non si lavora più su un’austerity spinta e su tagli, ma su una sorta di neo-keynesianesimo, cioè investimenti pubblici, e ricerca di una crescita superiore al tasso di interesse a cui ci si indebita”. Insomma torna Keynes, e in Italia tornano le teorie di Federico Caffè, di cui Draghi non a caso è stato allievo.

Brera pone infine l’accento su un altro elemento positivo, ovvero il Recovery Plan, “Una sorta di piano Marshall, fatto di debito ma anche di sussidi: un inizio di Eurobond e una grande opportunità per ricostruire il nostro Paese sin dalle fondamenta”. “L’Italia – aggiunge lo strategist - deve diventare un asset trofeo nel mondo, un asset dove si può venire a lavorare e a vivere, a patto che funzioni la fibra, funzionino i trasporti, funzioni la sanità e funzioni la scuola”.

C’è però un elemento di storica fragilità e che andrebbe raddrizzato, rappresentato dalla capitalizzazione complessiva del mercato azionario italiano, che è di 600 miliardi di euro, circa un terzo della capitalizzazione della sola Apple, con il segmento AIM che ha una market cap di soli 7 miliardi. Per capirci, la capitalizzazione rispetto al Pil in Italia è del 30%, contro un valore medio del 50% in Europa e del 150% negli Stati Uniti, che rappresentava - a fine 2020 - il 50% del valore globale azionario. “Il piano di aiuti europei, che potrebbe essere per l’Italia di 200 miliardi, corrisponde a un terzo della capitalizzazione del mercato azionario – spiega Brera - Il risparmio, in termini di rendimenti governativi italiani, è di circa l’1%. Se nel 2020 gli yield governativi sono stati in media del 2%, significa che ci potrebbero essere 25-30 miliardi di risorse addizionali da utilizzare”. “Questi dati, combinati agli elementi precedenti, possono creare uno shift monumentale verso il mercato azionario italiano. E Kairos è pronta a coprire l’intera verticale delle aziende italiane, dalle più grandi alle più piccole”.

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