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Banca Generali, un 2021 dalla super cedola

In attesa dello sblocco dalla Bce le banche annunciano dividendi consistenti. Tra le società delle reti quella guidata da Gian Maria Mossa offre un dividend yield pari all’11,4%. Bene anche Mediolanum a quota 10,24%

Gian Maria Mossa, ad e direttore generale di Banca Generali

Gian Maria Mossa, ad e direttore generale di Banca Generali

Dopo il freno a mano tirato dalla Banca centrale europea, quest’anno dovrebbe avere il sapore della riscossa. Stiamo parlando dei dividendi delle banche quotate a Piazza Affari che, dopo l’allentamento dei vincoli imposti da Francoforte, potranno distribuire le cedole ai loro azionisti. Un piatto che si preannuncia particolarmente succulento. La prima banca del Paese, Intesa Sanpaolo ha confermato la distribuzione di 3,57 centesimi di euro per azione: rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione registrato lo scorso 4 febbraio, (il giorno prima dell’annuncio dei conti) risulterebbe un rendimento pari all’1,8%. Nel caso dell’altro colosso commerciale Unicredit il dividendo annunciato è di 0,12 euro per azione pari ad un dividend yield dell’1,41%. Numeri positivi ma perché diventino allettanti bisogna guardare alle reti consulenza. Le società di gestione di risparmio hanno superato brillantemente la crisi portata dalla pandemia, presentando situazioni di capitale molto robuste. Circostanza che si traduce positivamente in termini di rendimenti dei rispettivi titoli.

Qui il primato di regina del dividend yield spetta a Banca Generali che ha presentato i conti preliminari lo scorso 10 febbraio e contestualmente il suo cda ha proposto all'assemblea una cedola da 3,3 euro per azione con pay-out al 70,5% sugli utili cumulati 2019-2020. Numeri che portano in dote un dividend yield per gli azionisti dell’istituto guidato da Gian Maria Mossa pari al 11,5%.

Un gradino più in basso troviamo Banca Mediolanum che ha annunciato una proposta di dividendo di € 573,3 milioni, pari a € 0,781 per azione, che rappresenta un rendimento sempre a doppia cifra pari al 10,2%.

Fin qui i numeri noti. Nel mondo delle banche delle reti si attende, poi, la proposta di dividendo di FinecoBank, il cui Cda non si è pronunciato in occasione dei risultati preliminari pubblicati lo scorso 9 febbraio. Discorso, infine, leggermente diverso per Azimut holding che da asset manager puro ha distribuito un dividendo anche nel 2020. In questo caso, gli analisti vedono una conferma della stessa cedola da un euro anche quest’anno e, in tal caso, il rendimento per gli azionisti ai prezzi attuali sarebbe intorno al 5%.

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