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Analisi

Dividendi, nel 2020 tagli per oltre 180 miliardi di euro

Secondo il Janus Henderson Global Dividend Index, la flessione è stata comunque meno grave di quanto si temesse

Nel 2018 le cedole pagate sono cresciute del 9,3%

Secondo la nuova edizione del Janus Henderson Global Dividend Index, nel 2020 la pandemia ha causato tagli ai dividendi per 220 mld di USD (oltre 180 miliardi di euro) a livello globale, ma la flessione è stata meno grave di quanto si temesse. Nel 2020 le distribuzioni globali sono diminuite del 12,2%, a 1.260 mld di USD (circa 1037 miliardi di euro), pari a un calo sottostante del 10,5%. Il quarto trimestre si è concluso con una flessione meno pronunciata di quanto si temesse. Un'azienda su otto ha annullato del tutto le distribuzioni e una su cinque le ha ridotte, ma due terzi hanno aumentato o mantenuto stabili i dividendi. In Nord America i dividendi hanno evidenziato un'ottima tenuta, raggiungendo un nuovo record. I tagli ai dividendi sono stati più pronunciati nel Regno Unito, in Europa e in Australia. I settori bancario, petrolifero, minerario e dei beni voluttuari sono stati i più penalizzati, mentre quelli tradizionalmente difensivi, come le vendite al dettaglio di prodotti alimentari, i prodotti personali e quelli farmaceutici, sono stati meno impattati. Lo scenario più favorevole di Janus Henderson prevede un aumento dei dividendi del 5% su base complessiva nel 2021, fino a un totale di 1.320 mld di USD (circa 1086 miliardi di euro), ossia un incremento sottostante del 2%. Ciò include il primo trimestre 2021, in cui le distribuzioni continueranno a diminuire. Nello scenario peggiore, i dividendi potrebbero scendere del 2% su base complessiva, con un calo sottostante del 3%.
Federico Pons, Country Head per l’Italia di Janus Henderson, ha commentato: «In Italia nel 2020 i dividendi hanno subito un calo del 41%, in linea con altri Paesi Europei, con circa la metà delle società che hanno tagliato o sospeso l’erogazione della cedola, principalmente nel settore bancario a causa del divieto imposto dalle autorità di vigilanza. In calo anche il settore delle infrastrutture per i trasporti e il comparto petrolifero. Le prospettive per il 2021 rimangono incerte, data la pandemia in corso, ma stiamo intravedendo i primi segnali positivi a partire dall'andamento dello spread. Dal mese di aprile dovremmo assistere ad una ripresa dei dividendi, complice un atteso miglioramento dell’economia globale in concomitanza con il proseguire dei programmi di vaccinazione e con l’allentamento delle restrizioni. Per i prossimi mesi ci attendiamo una progressiva crescita trainata dal nuovo corso di Biden, destinato ad avere ripercussioni positive anche al di là dei confini americani, e dal Recovery fund, che vede l'Italia come principale Paese beneficiario delle risorse insieme alla Spagna.»

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