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Real estate

Idealista: gli investimenti nel mattone reggono nel 2020 e ripartono nel 2021

Secondo il report annuale sul mercato residenziale 2020 Italia del portale immobiliare, la domanda cambia in direzione di zone meno centrali in cambio di più metri quadrati, più luce naturale, giardini o terrazze

Idealista, l'acquisto conviene (forse) più dell'affitto

Un accresciuto interesse da parte degli investitori, anche stranieri, che subodorano prezzi da affari e fanno riprendere, per esempio, il mercato dei mono e bilocali in città come Milano. Il cambiamento della domanda verso il vivere in zone meno centrali in cambio di più metri quadrati, più luce naturale, giardini o terrazze. Uno stock di offerta aumentato del 30% nel mercato degli affitti, cui si accompagna paradossalmente a un aumento dei prezzi, ma al contempo a una negoziabilità calcolata nel 20-30% e in un probabile prossimo calo dei prezzi stessi. Sono alcuni degli elementi che emergono dal report annuale sul mercato residenziale 2020 Italia del portale immobiliare Idealista.

Per quanto riguarda gli investimenti, durante il 2020 il segmento residenziale ha retto meglio di altre asset class suscitando il crescente interesse degli investitori, anche internazionali. Il 2021 porterà in espansione questo mercato finora poco sviluppato in Italia, rispetto al resto dell’Europa.

Rilevante l’impatto della pandemia sulla domanda, con la buona performance del telelavoro che sta spingendo molti professionisti a considerare di stabilire la propria residenza in piccole città lontane dai grandi centri urbani. Non si può parlare in nessun caso di un esodo verso il mondo rurale, ma non c'è dubbio che le periferie e l’hinterland delle grandi città sono diventate di notevole interesse per gli acquirenti.

Le compravendite sono diminuite bruscamente durante il 2020, prima a causa della chiusura dei mercati durante il lockdown e successivamente per il rinvio delle operazioni di acquisto. Nonostante la domanda rimanga molto forte, numerose decisioni d'acquisto sono state rimandate ed è più che probabile che si trasformeranno in effettive transazioni il prossimo anno. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, l’indice NTN ha registrato una forte flessione negativa nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per poi segnare una debole ripresa nel terzo trimestre 2020. Durante il 2021 potremmo vedere una lenta crescita del numero di transazioni di compravendita, ma tutto dipenderà dallo scenario socioeconomico.

Per quanto riguarda i mutui, in termini di finanziamento, gli istituti di credito mantengono la loro concorrenza per concedere mutui che, insieme alla caduta dell'Euribor, fissano i tassi di interesse ai minimi storici e si potrebbe anticipare un 2021 con grande competizione e condizioni molto favorevoli per gli acquirenti.

Sui prezzi di vendita, a livello nazionale si è registrata una variazione negativa nei primi mesi dell’anno, ma con un lieve aumento dalla seconda metà del 2020. I proprietari hanno fatto affidamento sulla natura temporanea della crisi e sulla speranza di una rapida ripresa per mantenere intatte le loro aspettative. Tra le città che hanno segnato aumenti considerevoli di prezzo rispetto all’anno precedente troviamo Milano. La realtà territoriale, tuttavia, è molto più eterogenea: sono presenti, difatti, alcune grandi città che segnalano variazioni negative. Supportato dalla crescita dei prezzi registrata a fine anno, il settore residenziale ha dimostrato di essere resiliente.

Per quanto riguarda gli affitti, i principali mercati hanno registrato un crollo della domanda creando un significativo aumento dell'offerta disponibile, che in alcuni mercati è più che raddoppiata. La spiegazione dell'aumento dello stock può essere attribuita principalmente alla stasi causata dal lockdown, quando per tre mesi quasi nessuna operazione di affitto è stata chiusa e gli immobili si accumulavano nella banca dati idealista. Anche il comparto degli affitti brevi ha contribuito alla crescita dell’offerta, avendo convertito spazi destinati al turismo e alle trasferte lavorative in immobili da locare stabilmente. Questo processo è stato più pronunciato nei mercati più dinamici, dove il turnover degli alloggi era molto più alto, mentre i mercati poco dinamici hanno sentito meno l'arresto causato dal confinamento. Nonostante la grande crescita dell’offerta e la ridotta domanda, gli askingprice nell’ultimo anno sono cresciuti a livello nazionale. Sebbene sia complicato fare previsioni in mercati così volatili, è probabile che seguirà un aggiustamento dei prezzi nelle principali città fino alla diluizione dello stock.

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