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Inflazione, Oro sì. Bitcoin “ni”

Secondo Ipek Ozkardeskaya di Swissquote, il metallo giallo offre ancora uno scudo efficace per proteggersi dall’inflazione in ripresa. Dubbi invece sulla funzione di protezione che può avere la criptovaluta, a causa della sua volatilità

Ci risiamo, il Bitcoin torna sull’ottovolante

Il rendimento dei Treasury Usa a 30 anni ha raggiunto oggi il 2,24% e l'inflazione implicita, calcolata sull'attività nei titoli del Tesoro, è accelerata ai massimi dal 2014, spingendo il tasso di pareggio (derivato dai prezzi dei titoli di Stato statunitensi protetti dall’inflazione) a dieci anni al 2,2% sull'aumento dei prezzi del petrolio e le prospettive di 1,9 trilioni di dollari di stimoli che stanno per essere approvati al Senato. Inoltre le aspettative di inflazione da parte delle grandi banche lasciano intravedere una solida ripresa anche nel secondo trimestre. Gli ultimi dati mostrano che Bank of America e JP Morgan prevedono un aumento del 3% e oltre dei prezzi al consumo nel secondo trimestre, e un incremento leggermente inferiore per la seconda metà dell'anno. “L'aspettativa media è del 2,7% nel secondo trimestre e un tocco sopra il livello del 2% per il resto dell'anno”, afferma Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst di Swissquote.

Sebbene l'aumento dell'inflazione non dovrebbe rappresentare una minaccia diretta alla politica della Federal Reserve fino a quando l'inflazione media rimarrà vicino al 2%, tra gli investitori il grande tema è che cosa acquistare per proteggersi appunto dall'aumento dei prezzi. Oro e Bitcoin, secondo Ozkardeskaya, sono due asset sotto i riflettori. “Ci sono rumors sull'aumento del prezzo del Bitcoin a causa delle crescenti aspettative di inflazione, ma probabilmente non è vero”, dice la strategist. Che aggiunge: “Persino la protezione dell'oro dall'inflazione non è così semplice, dato che le Banche centrali sostengono solo una parte della loro massa monetaria con l'oro”.

In altre parole, secondo Ozkardeskaya, i Bitcoin non proteggeranno dall'inflazione più delle azioni di Amazon o di un'auto Tesla. Quanto all’oro, il fatto che trovi acquirenti al di sotto dei 1.800 dollari per oncia a causa delle crescenti aspettative di inflazione è significativo. “Anche se la relazione tra oro e inflazione non è più solida come una volta, il fatto che le Banche centrali vogliano ancora detenere l'oro come percentuale del proprio bilancio svolge un ruolo nella percezione dell'oro come copertura contro almeno una parte dell'inflazione, ovvero quella generata dalle politiche monetarie estremamente accomodanti”, dice Ozkardeskaya. Che conclude: “L'aumento dei rendimenti del Tesoro aumenta però il costo-opportunità di detenere l'oro e potrebbe, come sta accadendo, rallentare il rally del metallo giallo”.

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