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Diana (AcomeA), “Niente paura. Siamo ancora in una fase di rialzo graduale dei tassi Us”

Wall Street teme una brusca impennata dell’inflazione, che potrebbe indebolire il mercato. Ma, secondo lo strategist, lo scenario non è mutato, e i favoriti sono ancora i settori ciclici

Diana (AcomeA Sgr), “La resa dei conti è ancora lontana. Il 2020 non è ancora finito”

Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR

Wall Street ha chiuso in rosso. Le perdite più consistenti si sono registrate ieri sui titoli tecnologici, con Apple che ha lasciato sul terreno l’1,47%, Twitter il 5,84% e Amazon lo 0,81 per cento. Il Nasdaq nel complesso ha registrato una flessione di oltre il 2% (e del 10% dai massimi recenti) in seguito all’assenza - da parte del numero uno della Fed, Jerome Powell - di dichiarazioni relative a una strategia nel caso di un’eventuale brusca impennata dell'inflazione. I mercati temono infatti che la riapertura dell'economia – che in America sta procedendo molto velocemente - possa creare pressioni al rialzo sui prezzi. “Quello che è davvero importante è il contesto economico in cui il dato di inflazione si inserisce – è il commento di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA Sgr - Chiaramente il ruolo delle Banche centrali è molto importante. E, qualora le pressioni inflazionistiche diventassero troppo marcate, i timori di un rialzo dei tassi repentino potrebbero davvero indebolire il mercato”. Come spiega lo strategist, nell’ultima settimana di febbraio il rialzo repentino dei tassi US ha spaventato molto gli investitori. In particolare, precisa Diana, i mercati soffrirebbero nel caso in cui le preoccupazioni di un cambio repentino di politica monetaria da parte della Fed facesse salire rapidamente i tassi reali US. “In quel caso – come nel Taper Tantrum del 2013 – entreremmo in una fase diversa del ciclo e tutti i risky assets, cioè mercati azionari, valute e obbligazioni EM e commodities, ne risentirebbero”, spiega Diana.

Nello scenario ideale di un rialzo graduale dei tassi US, secondo Diana, i mercati azionari possono invece continuare a salire, come pure il petrolio e le commodities più cicliche come il rame. “I Treasuries perdono terreno a causa della normalizzazione dei tassi, ma il credito high-yield e EM tende a far bene – dice Diana – Personalmente ritengo che ci troviamo in sostanza ancora in questa fase”. Con questa premessa i settori favoriti, secondo lo strategist, sono quelli ciclici come i materiali (trainati dal ciclo delle commodities) e gli energetici. Anche il settore industriale dovrebbe continuare a godere di un ciclo economico favorevole e di una politica fiscale espansiva. Quanto ai consumi discrezionali, dovrebbero essere i principali beneficiari delle riaperture delle economie e del graduale ritorno alla normalità. “Infine va segnalato il settore finanziario, che mostra metriche valutative interessanti e tende a sovraperformare in una prospettiva di medio periodo, che vede una risalita dell’inflazione e una curva dei tassi più ripida”, conclude Diana.

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