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Borsa & piccole e medie imprese

Le banche non bastano per ripartire: «è il momento di guardare all’Aim»

Intervista a Luigi Giannotta e Francesco D’Antonio, ai vertici di Integrae, nomad leader nelle quotazioni al listino delle pmi. «occorrono agevolazioni molto più incisive, bene euronext»

Luigi Giannotta, direttore generale di Integrae Sim

Luigi Giannotta, direttore generale di Integrae Sim

Togliamocelo dalla testa, non ci sarà nessuna ripresa economica “bancocentrica”: per le imprese che sapranno uscire dall’angolo dove il Covid le ha confinate, come anche per quelle che invece durante la pandemia sono cresciute perché operano in settori sostenuti dall’emergenza come la sanità o il digitale e vorranno espandersi, le banche non basteranno più a finanziare l’espansione. Serviranno ancora, ma sempre meno: a volte marginalmente. E il ricorso alla finanza d’impresa sarà indispensabile. Una voce importante e prospetticamente dominante sarà quella dell’apertura al mercato dei capitali, in particolare l’Aim Italia, più adatto alle esigenze delle piccole e medie imprese.

È questa, in sintesi, la filosofia che anima Luigi Giannotta e Francesco D’Antonio, rispettivamente direttore generale ed head of corporate finance di Integrae Sim, il primo “nomad” italiano per numero (e qualità, va aggiunto) di quotazioni effettuate appunto all’Aim Italia. Che in quest’intervista di Investire la illustrano e la dettagliano.

Il governo ha confermato gli sgravi per le spese di consulenza per le Ipo, una mossa giusta?

Sì, ma verrebbe da dire: ci mancherebbe altro. Anzi lo stanziamento complessivo di 30 milioni ci sembra un po’ poco. Aprirsi al mercato dei capitali sta diventando un’esigenza ed è lecito prevedere un forte incremento del bisogno di quotazioni da parte del sistema delle imprese. Il vecchio modello era semplice: le famiglie depositavano i loro risparmi nelle banche che li impiegavano finanziando le imprese reputate meritevoli. Ora i vincoli e i costi dell’erogazione del credito sono talmente gravosi che questo modello sta finendo. Aprirsi al mercato dei capitali non è più un’opzione: è un must.

Dunque voi andate bene, vista la vostra specializzazione?

Anche per noi di Integrae è stato un anno molto difficile, ma stringendo i denti e focalizzando gli sforzi abbiamo concluso 10 Ipo. Tutti noi, dal primo all’ultimo collaboratore, ci siamo subito resi conto che un modo per combattere il Covid, oltre a lavorare a distanza prendendo tutte le più rigide precauzioni, era quello di…lavorare di più, di darci ancora più da fare. A causa del Covid abbiamo sentito anche più forte la nostra missione aziendale: supportare la Pmi italiane nei loro progetti di crescita. Così nel primo semestre del 2020 siamo stati praticamente gli unici a portare in Borsa le Pmi italiane e abbiamo concluso operazioni di successo. Peraltro, non era mai successo che si quotassero in Borsa aziende nella settimana di Ferragosto eppure è successo; e questo complessivo dinamismo del sistema ha consentito al mercato degli Ipo un recupero che nel secondo semestre ha condotto alla quotazione di ben 3 aziende il 30 dicembre (tra cui una da parte nostra). Ante Covid era impensabile quotare aziende nella settimana di Ferragosto e a fine dicembre, ma anche le cerimonie di Ipo digitali e virtuali hanno dato una mano.

E che prospettive vedete in questo 2021 appena iniziato?

Naturalmente, l’elemento più importante su tutti è la sconfitta e il contenimento del Covid e quindi il Piano Vaccinale, le nuove terapie di cura e il rientro alla normalità. Ci rendiamo conto che forse è un’ovvietà ma è bene ribadirlo sempre. Temiamo che il 2021 sia un anno di transizione e ne usciremo del tutto verso la fine del 2021. Intanto noi continuiamo ad avere lo stesso approccio dello scorso anno: lavoriamo a testa bassa consapevoli della rilevanza di dare un supporto ai progetti di crescita delle Pmi italiane. Convinti che la grande sfida del 2021 sia la ripresa economica. Ci sono settori industriali e comparti produttivi e di servizi molto negativamente impattati. E’ necessario mettere in campo un serie di azioni concrete per la ripresa e lo sviluppo economico del Paese. Tra queste, certamente va dato grande impulso al risparmio degli italiani indirizzandolo, come accade per la media europea, verso il mercato finanziario. Favorendo appunto l’accesso al mercato dei capitali da parte delle Pmi. Ci auguriamo anche che il 2021 sia un anno in cui la concorrenza per le operazioni di quotazione in Borsa non si farà più sui prezzi ma sulle competenze e sulle capacità di offrire servizi a valore aggiunto per la Pmi. Nel 2020 abbiamo però assistito a fenomeni di fortissima pressione sui prezzi con una sorta di dumping che alla fine non giova al le Pmi italiane, che hanno bisogno di servizi professionali a valore aggiunto.

La grande novità istituzionale è l’ingresso di Borsa Italiana in Euronext. Come lo valutate?

Come una grande opportunità. Finalmente avremo davvero un listino pan-europeo dando la possibilità alle imprese italiane di avere una grande visibilità tra gli investitori europei e quindi di avere accesso a maggiori capitali. Anche per gli investitori sarà più agevole avere opportunità di investimento pan-europee. Non sappiamo cosa accadrà agli attuali segmenti di mercato di Borsa Italiana, se Aim Pro verrà assorbito in Access o meno. Immaginiamo che ci sarà una uniformità di segmenti e quindi anche una semplificazione.

Conoscete quel mercato?

Bene! E apprezziamo Access, è un mercato molto friendly e flessibile. Abbiamo fatto due ottime operazioni, a Parigi: Aleph Finance Group e Innovative Rfk. Sono andate benissimo. Rispetto al Lse (London Stock Exchange di cui Borsa Italiana faceva parte prima dell’operazione con Euronext), consideriamo il mercato francese più vicino al modo di lavorare di noi italiani, non diciamo che ci si sente a casa, ma quasi. C’è un modo di pensare affine. Il punto di riferimento è il nostro ex collega Giovanni Vecchio. L’Euronext è già oggi quel che l’Aim Italia, da solo, diventerà tra dieci anni: quindi noi, come tutti gli innovatori del mondo borsistico italiano, guardiamo a questa integrazione con estremo favore. Detto questo, onore all’Aim Italia: di fatto ha soppiantato il mercato principale per dinamismo e fervore di attività. Ha rappresentato una grande svolta, ha favorito l’evoluzione delle Pmi, è un modello per tutto il comparto, secondo noi è stato la più rilevante novità degli ultimi trent’anni, dalla legge sulle Sim in qua. Lo attesta anche un recente studio della Banca d’Italia. E non dimentichiamoci nemmeno di quanti ostacoli l’Aim abbia dovuto superare, soprattutto lo strisciante boicottaggio della parte, fortunatamente minoritaria del mondo bancario, che osteggiava l’Aim proprio riconoscendolo come un canale di disintermediazione.

Veniamo da settimane e mesi convulsi sul piano politico, ma abbiamo comunque la prospettiva del Recovery Plan. Cosa vi augurate arrivi all’economia nazionale da questi strumenti di sostegno alla ripresa?

Sarebbe auspicabile un intervento pubblico finalizzato a sterilizzare gli effetti negativi del Covid in modo da consentire a quante più imprese possibile di accedere al mercato dei capitali e sterilizzare i loro debiti da Covid per consentirle di andare avanti… Per chi ha fatto debiti soltanto per il Covid sarebbe giusto che il cammino verso la Borsa non fosse precluso. Le società di cui lo Stato è diventato creditore, quotandosi, in un certo senso quoterebbero un credito di sviluppo. Si tenga presente che nel 2020 gli unici reati in aumento sono l’usura (+6%) che temiamo sia il segnale di come le mafie cerchino buone aziende a cui prestare soldi per poi rilevarle. Anche qui lo Stato dovrebbe, favorendo il mercato dei capitali e quindi l’accesso da parte delle Pmi, contrastare questo preoccupante fenomeno.

Infine una domanda aziendale: come procede la collaborazione con il vostro socio, Banca Valsabbina?

È una collaborazione grandemente benefica e positiva. La banca è molto ben inserita sul suo mercato, che è ricco di opportunità, in particolare nel mondo delle piccole e medie imprese. Il primo consuntivo della collaborazione è ottimale.

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