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Cina, attenzione alla bolla immobiliare

Il governo ha recentemente indicato un target di crescita molto conservativo e la Banca centrale cinese da gennaio ha iniziato a drenare liquidità dal sistema, che mostra segnali di surriscaldamento. L’obiettivo non è quello di rallentare la crescita del credito, ma tenere sotto controllo un settore in ebollizione

Cina, Attenzione alla bolla immobiliare

Xi Jinping

Il fatto che il governo cinese, nel giorno dell’inaugurazione del Congresso nazionale del popolo di venerdì scorso, abbia fissato un nuovo target di crescita ufficiale “sopra al 6%” per il 2021 ha fatto sorgere molte domande tra gli analisti. Tale obiettivo è infatti ben distante dalle stime del consensus di Reuters, che sono all’8,4%, e di molti strategist che le collocano addirittura al 9% e oltre. Se in passato i target di crescita sono generalmente sembrati troppo ambiziosi, questa volta è proprio il contrario. “Una crescita attorno al 6% implicherebbe un brusco tightening delle politiche quest’anno, anche se finora non ci sono stati molti segnali in tal senso”, è il parere contenuto in un report di Schroders. Che aggiunge: “Pensiamo che la crescita sarà ben superiore e che le autorità stiano tentando di limitare le aspettative di lungo termine, mentre gli indicatori ciclici, come impulso al credito e aggregati monetari, restano favorevoli nel breve termine”.

Come spiega Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) Sgr, il 2021 è il primo anno interessato dal 14mo piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale. Lo scorso anno, a causa dell’incertezza legata alla pandemia, per la prima volta nella redazione del Piano non era stato indicato l’obiettivo di crescita annuale del Pil per il 2021, ma solo un livello minimo pari al 6%. “Tale livello a dire il vero, è sensibilmente inferiore alle stime degli analisti, ma l’approccio prudente da parte del Governo cinese in questo caso è abbastanza comprensibile a causa della possibilità di una recrudescenza del virus (nelle diverse varianti) mentre la campagna vaccinale è ancora in corso”, spiega Brusa. Anche se la curva dei contagi al momento sembra sotto controllo, nuovi lockdown nei grandi centri economici non possono essere del tutto esclusi, con conseguenti ricadute sulla ripresa.

Il debito pubblico cinese, a causa della pandemia, è salito al 45,8 % del Pil nel 2020, dal 38,5% dell’anno precedente: un balzo significativo, anche se il livello resta comunque inferiore a quello di guardia del 60 per cento. “Il punto dolente resta sempre lo stesso, ovvero il debito legato al settore immobiliare”, afferma Brusa. Le autorità, spiega lo strategist, hanno cercato per anni di canalizzare la crescita del credito verso gli altri segmenti dell’economia reale, ma con scarsa fortuna. Le politiche attuate per prevenire la speculazione edilizia hanno rallentato l’acquisto di case, ma non la costruzione, spostando l’onere del debito dai privati alle aziende. Inoltre la Banca centrale cinese da gennaio ha iniziato a drenare liquidità dal sistema, che mostra evidenti segnali di surriscaldamento. “E’ evidente che un approccio troppo aggressivo rischia di generare ricadute pesanti sulle condizioni di finanziamento per aziende e famiglie – commenta Brusa - Per questo, diversamente dal passato quando tutto era attentamente pianificato e programmato, la parola chiave nelle azioni di governo e PBoC è ora “flessibilità” (nel consolidamento del deficit di bilancio, nel target di crescita del Pil, nella crescita dell’aggregato monetario), poiché l’obiettivo non è quello di rallentare la crescita del credito tout court, ma di tenere sotto controllo la bolla immobiliare". La prova, secondo Brusa, è la grande enfasi posta nuovamente sui programmi di investimenti infrastrutturali, da quelli tecnologici (5G, treni ad alta velocità) a quelli legati allo sviluppo delle aree rurali. "Resta intatto, e ormai irreversibile, il processo di trasformazione dell’economia verso una produzione di beni ad alto valore aggiunto, indirizzati sia al mercato domestico sia a quello internazional", conclude Brusa. 

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