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Ostrum Am, Il punto più basso dei tassi Usa è ormai alle spalle

La combinazione di due fattori, come la crescita economica e i prezzi del petrolio, si tradurrà in tassi più alti negli Stati Uniti, anche se la Federal Reserve continuerà ad agire nei prossimi anni

Jerome Powell, governatore della Federal Reserve

Jerome Powell, governatore della Federal Reserve

Il pacchetto di stimoli della Casa Bianca punta ad assegnare nuovamente alla classe media un ruolo centrale nell'economia statunitense, dopo l’impatto della globalizzazione negli ultimi decenni che ne ha peggiorato la situazione, aggravata dagli effetti della pandemia. Come spiega in un report Philippe Waechter, Chief Economist di Ostrum Am, il programma di aiuti potrebbe però rapidamente alimentare tensioni sul sistema produttivo e rischiare di spingere una ripresa dell'inflazione, costringendo la Fed a reagire all'escalation dei prezzi. “Il surriscaldamento dell'economia può essere misurato dalla differenza tra il Pil a fine 2020 e il Pil medio del 2019. La differenza arriva a -1,6% se guardiamo al Pil reale, mentre il differenziale è leggermente positivo (0,25%) sul Pil nominale”, dice Waechter. In altre parole, le dimensioni faraoniche del piano Biden potrebbero sostenere la domanda, che a sua volta potrebbe portare a ulteriori tensioni alimentando il rischio inflazionistico.

Secondo lo strategist, è interessante sottolineare due aspetti. In primo luogo, la disoccupazione è scesa dal 10% fino al 3,5% dalla crisi finanziaria del 2009, pur non riuscendo a innescare una pressione inflazionistica. La capacità dell'economia statunitense di generare inflazione sembra quindi debole nel breve termine, tuttavia il tasso di disoccupazione del 3,5% è ben lontano dal tasso di equilibrio, che spesso viene riconosciuto intorno al 5 per cento. La seconda questione riguarda l'output gap. Il Congressional Budget Office (CBO) ha delineato il trend in termini di Pil potenziale degli Stati Uniti ed è subito emerso come potrebbe rapidamente tornare al proprio ritmo, con il pacchetto Biden pronto ad accelerarne ulteriormente la corsa. “Le stime del Pil potenziale sembrano più volatili del Pil stesso, e notiamo che dopo la crisi del 2009 le proiezioni erano molto alte rispetto alle performance registrare nei fatti”, spiega Waechter.

In ogni caso la Fed ha messo in chiaro di essere pronta ad adottare misure importanti per rimettere in piedi l'economia statunitense, anche se queste potrebbe innescare un leggero aumento dell’inflazione. “Il pacchetto di stimoli farà aumentare il ritmo della crescita e accelererà la convergenza verso i livelli pre-pandemici – dice lo strategist - Nel frattempo, i prezzi del Brent rimarranno elevati a causa dei cambiamenti fondamentali sul mercato del petrolio, determinati dalle decisioni della Casa Bianca in materia estrattiva”. Ciò rappresenta un cambiamento strutturale sul mercato, dato che effettuare trivellazioni petrolifere negli Stati Uniti non sarà così semplice come lo era durante la precedente amministrazione. “Il calo della produzione di petrolio dal marzo dello scorso anno potrebbe non invertire la marcia così rapidamente come ci si aspettava, portando di conseguenza a un cambiamento a lungo termine nell'equilibrio del mercato”, dice Waechter. Che conclude: “La combinazione di questi due fattori - crescita economica e prezzi del petrolio - si tradurrà in tassi più alti negli Stati Uniti, anche se la Fed continuerà ad agire sia ora che nei prossimi anni. Il punto più basso per i tassi statunitensi è ormai alle spalle”.

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