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Amendola (AcomeA Sgr), “Anche nell’universo equity la duration ha valore”

L’e aziende con una buona posizione di cassa e la capacità di generarla nel medio periodo saranno le prime beneficiarie di un cambio di regime dalle politiche monetarie a quelle fiscali. Italia in pole position per accogliere flussi da investitori esteri specialmente sul segmento delle mid e small caps

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La duration è una metrica importante nel mondo fixed income, perché serve a determinare il rischio di tasso del portafoglio. Lo stesso concetto si può usare, con qualche arrangiamento, anche all’equity. “In un mondo dominato per anni dai tassi bassi e dalle Banche centrali, abbiamo visto una sovraperformance dei bond, ma anche dei titoli cosiddetti “proxy bond”, ovvero quelli lunghi di duration. Alla luce della crescente centralità delle politiche fiscali e dei movimenti delle curve dei tassi di questi giorni, vale quindi la pena guardare alla duration anche in ottica di equity holder”, afferma Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia ed Europa di AcomeA Sgr.

Come spiega lo strategist, la duration è una misura di tempo necessaria a un flusso di cassa per ripagare un particolare investimento. Nel reddito fisso la duration è calcolata come media ponderata dei pagamenti ricevuti dal bond (coupon e principal), scontati allo yield to maturity, ovvero il tasso di rendimento effettivo a scadenza. Secondo Amendola è possibile estrapolare il concetto e applicarlo al mondo equity. Come? Sostituendo il coupon (e il principal) con il flusso di cassa. Il tutto poi depurato del costo del capitale della società stessa e infine rapportato alla capitalizzazione di mercato. “Il risultato di questa formula è un numero che esprime, proprio come nell’ambito dei bond, una misura temporale di remunerazione dell’investimento fatto”, dice Amendola.

Calando l’analisi nel contesto dei titoli quotati italiani, quelli con maggiore duration sono in ordine Diasorin, Amplifon, Tinexta, Nexi e STMicroelectonics, mentre quelli con minore duration sono Saipem, OpenJobMetis, Fos e Mediobanca. “Per definizione un titolo long duration è sia più sensibile al movimento dei tassi al rialzo, sia più sensibile a notizie inattese come può essere una trimestrale non in linea – dice Amendola - E l’irripidimento delle curve dei tassi governativi sta avendo un impatto non trascurabile sui mercati, direttamente obbligazionari, indirettamente azionari”. “Continuiamo a preferire le aziende con buona posizione di cassa e capacità di generarla nel medio periodo in quanto saranno le maggiori beneficiarie di un cambio di regime da dominio delle politiche monetarie a maggiore centralità delle politiche fiscali”, aggiunge Amendola. Che conclude: “Una menzione particolare va poi all’Italia, che beneficia di una riduzione del rischio Paese, è ancora molto sottovalutata, ed è posizionata per accogliere maggiori flussi da investitori esteri, specialmente sul segmento delle mid e small caps”.

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