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S&P Global Ratings, Europa verso una rapida ripresa dell’occupazione

Le riforme strutturali degli ultimi dieci anni hanno reso i mercati del lavoro più reattivi alla crescita in tutto il Vecchio Continente, ma soprattutto in Spagna, Italia e Francia

S&P Global Ratings, Europa verso una rapida ripresa dell’occupazione

La ripresa dell'occupazione in Europa dovrebbe essere più rapida rispetto a quanto accaduto dopo la crisi finanziaria globale, perché la perdita di posti di lavoro nel 2020 non è stata provocata da squilibri economici e anche perché le perdite sono state meno specifiche a livello di competenze rispetto ai posti di lavoro persi nel 2008-2009 nel settore manifatturiero. "I programmi di lavoro temporaneo e i ritardi nella presentazione dei fallimenti in Europa hanno attutito l'impatto della pandemia sul mercato del lavoro", ha dichiarato Marion Amiot, Senior Economist di S&P Global Ratings, nel rapporto pubblicato oggi, "This Time, Europe Is Set To Stage A Jobs-Rich Recovery", ovvero l’Europa sta per mettere in scena una ripresa importante dell’occupazione. In sintesi, secondo lo strategist, la perdita dei posti di lavoro a causa della crisi pandemica dovrebbe essere più facile da colmare una volta che la domanda tornerà a crescere. Inoltre, "i cambiamenti strutturali che si stanno verificando con questa crisi hanno effettivamente visto alcuni settori aggiungere la loro forza lavoro: informazioni e telecomunicazioni, servizi pubblici, immobili e finanza impiegavano più lavoratori nel terzo trimestre 2020 rispetto all’anno precedente”, dice Amiot.

Secondo lo strategist, nonostante sia stato colpito da una contrazione più forte dell'attività economica, il mercato del lavoro europeo è ora simile a quello degli Stati Uniti. Ciò è vero quando si confrontano i tassi di disoccupazione e i tassi di partecipazione, ma anche se si presume che il lavoro a orario ridotto o temporaneo sia di fatto una disoccupazione nascosta. “Certo l'ampio ricorso al lavoro temporaneo significa che la ripresa dell'occupazione in Europa sarà più lenta che negli Stati Uniti. Ma, man mano che l'attività si riprenderà, le aziende trasferiranno i lavoratori da contratti a tempo a contratti a tempo pieno, prima di cercare nuove assunzioni”, spiega Amiot. Che aggiunge: "Le riforme strutturali degli ultimi dieci anni hanno reso i mercati del lavoro più reattivi alla crescita in Europa, soprattutto in Spagna, ma anche in Italia e in Francia".

Improbabile, secondo loo strategist, che la crescita dei salari possa diminuire molto nel contesto di una rapida ripresa occupazionale, ma è possibile che raggiunga un limite massimo a causa dello shock sulla produttività delle aziende. Le aziende potrebbero infatti voler ripristinare i margini di profitto prima di iniziare a premiare i dipendenti con un compenso più elevato. "Ciò supporta la nostra opinione che le pressioni inflazionistiche sottostanti dovrebbero rimanere molto al di sotto dell'obiettivo "vicino, ma inferiore al 2%" della Bce nei prossimi tre anni", conclude Amiot.

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