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Goldman Sachs, la vera ripresa del turismo nel sud Europa può attendere

Lo scenario positivo stima una crescita nel terzo trimestre del valore aggiunto lordo dei settori legati al turismo che va da un minimo dell’1% in Italia e Francia, al 5% in Portogallo, 13% in Grecia fino al 20% in Spagna. Lo scenario al ribasso prevede invece una perdita di 1,3 punti percentuali in tutta l'Europa meridionale

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I settori legati al turismo, che rappresentano in media l'11% del Pil e il 17% dell’occupazione nei Paesi dell’Europa meridionale (inclusa la Francia), sono stati pesantemente colpiti dalle restrizioni legate al Covid a partire dal marzo 2020, e stanno attraversando una fase di grande incertezza per quanto riguarda il secondo trimestre di quest’anno legata al freno alla ripresa impresso dai lockdown nazionali, che sono stati abbastanza inattesi. Le attività che orbitano intorno al turismo nel sud Europa hanno già registrato nella stagione estiva 2020 un calo in media del 14%, ben più del doppio rispetto alla media della contrazione economica registrata dai Paesi dell'area nello stesso periodo, che è pari al 6 per cento.

Goldman Sachs ha stimato in un report il potenziale di rimbalzo del settore dell’ospitalità sulla base di diversi scenari di riapertura. Nello scenario di base si prevede che il settore turismo possa rimbalzare fino alla stagione estiva parallelamente all’allentamento delle restrizioni. “Stimiamo che il valore aggiunto lordo dei settori legati al turismo vedrebbero un aumento annualizzato nel terzo trimestre 2021 che va da un minimo dell’1% in Italia e Francia, al 5% in Portogallo, 13% in Grecia fino al 20% in Spagna”, è l’opinione di Filippo Taddei, analista di Goldman Sachs Equity Research.

Lo strategist illustra anche uno scenario al ribasso, con le restrizioni in vigore fino alla fine della stagione estiva: in questo caso si stima che il Pil del terzo trimestre possa diminuire in media di 1,3 punti percentuali in tutta l'Europa meridionale, Francia inclusa. “Evidenziamo infatti che affidarsi solo al turismo nazionale e locale non allevia il problema, dato il limitato grado di sostituibilità tra visitatori internazionali e nazionali: nell'estate del 2020, per esempio, il numero di turisti esteri è diminuito del 70%, ma anche il numero di turisti nazionali, sebbene più resiliente, è calato in media di quasi il 20 per cento”, conclude Taddei.

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