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Deutsche Bank, Tra Cbdc e Bitcoin non c’è competizione. Ma attenzione a Diem

Si stima che meno del 30% dell'attività transazionale nella criptovaluta sia relativa al pagamento di beni e servizi, mentre il resto è utilizzato come investimento finanziario o riserva di valore. Ben diverso il potenziale della strategia di Facebook

I bitcoin alzano la temperatura globale

Le Banche centrali e i governi hanno capito che le criptovalute non sono un fenomeno effimero, ma sempre più popolare e quindi una regolamentazione dei cripto asset, sebbene in ritardo, è prevista entro la fine dell’anno o al più tardi nei primi mesi del 2022. Contemporaneamente le Banche centrali stanno accelerando la ricerca e il lancio delle CBDC (Central Bank Digital Currency), ovvero le valute digitali da loro controllate. Per la precisione, come è scritto in un report dedicato alle criptovalute redatto da Deutsche Bank, ben l'86% degli istituti centrali sta sviluppando una propria valuta digitale, con alcuni Paesi avanguardia come le Bahamas, che hanno lanciato la prima CBDC a livello nazionale lo scorso ottobre, e come la Svezia e la Cina, che sono entrati in fase di test già all'inizio del 2020.

Tra valuta digitale e criptovalute sembrerebbe quindi esserci competizione. In realtà Deutsche Bank stima che meno del 30% delle transazioni in Bitcoin sia relativa al pagamento di beni e servizi, mentre il resto viene ampiamente utilizzato come investimento finanziario o riserva di valore. “Finché esistono governi e Banche centrali che detengono il potere di regolare il denaro, ci sarà poco spazio per Bitcoin come mezzo di pagamento e quindi è molto ridotta per le criptovalute la possibilità di entrare in competizione con le valute tradizionali”, è scritto nel report di Deutsche Bank. Anche come asset di investimento, la liquidità di Bitcoin rimane bassa. “A causa del trading ancora limitato, Bitcoin dovrebbe rimanere molto volatile. Ed eventuali acquisti o disinvestimenti di grandi dimensioni da parte di soggetti istituzionali potrebbero avere un impatto significativo sull'equilibrio tra domanda e offerta”, è scritto nel report.

Secondo Deutsche Bank quindi il vero dibattito è se l'aumento delle valutazioni del Bitcoin da solo possa essere la spinta per evolvere in una classe di attivi, o se al contrario la sua illiquidità rappresenti un ostacolo. In particolare, la domanda è: le criptovalute diventeranno un mezzo di pagamento mainstream? Se Bitcoin rimane un'attività piuttosto illiquida e raramente utilizzata come mezzo di pagamento, la strategia per esempio di Facebook relativa a Libra (ribattezzata Diem) si basa su un approccio diverso, incentrato sull'adozione da parte dei consumatori e sull'uso reale del denaro. Come scritto nel report, la strategia di Facebook (rivista l'anno scorso dalla sua versione iniziale del 2019) si è spostata e l'azienda ora pone maggiore enfasi sulla riduzione del costo delle transazioni di pagamento piuttosto che competere con i governi o creare un mezzo di pagamento parallelo. “Facebook, con quasi 2,8 miliardi di utenti (ovvero un terzo dei popolazione mondiale), ora ha il potenziale per competere con le tradizionali piattaforme di pagamento online e valute mainstream”, è la conclusione del report.

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