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Criptovalute

Bernardi (Diaman Partners), “Siamo pronti all’invasione dei vaucher digitali con il nostro Phi Token”

I token irromperanno anche nelle transazioni offline in tempi molto brevi. Quello listato da Diaman Partners ìl 15 marzo sulla piattaforma TheRocktrading si è apprezzato del 1.500% in soli due giorni

Bernardi (Diaman Partners), “Siamo pronti all’invasione dei vaucher digitali con il nostro Phi Token”

Daniele Bernardi, Ceo di Diaman Partners

C’è un pezzetto in più di Italia nel mondo delle criptovalute. Esattamente una settimana fa è stato listato, sulla piattaforma TheRocktrading, il PHI Token, ovvero un token (o vaucher digitale) emesso da Diaman Capital nel 2018, la cui quotazione nel giro di due sole sedute è passata da due centesimi a 0,30 euro, che corrisponde a un incremento del 1.500 per cento. Per chi ha poca dimestichezza con il mondo cripto questa new entry aggiunge poco, ma è possibile che questo ipotetico dinosauro digitale non sappia che il fenomeno dei token si appresta letteralmente a invadere anche il mondo “fisico”, come i centri commerciali e i supermercati, in tempi più brevi di quanto prevedano gli stessi esperti.

Gli utility token infatti garantiscono una specie di diritto a uno sconto, da utilizzare quando si vuole acquistare un bene che può essere un Bitcoin, o un servizio, ma anche un cellulare o una lavatrice. Un’altra caratteristica del token è che è intrinsecamente legato a una valuta (nel caso del PHI Token è l’euro), che è il suo valore di riferimento, e non è collegato in alcun modo al valore del bene acquistato. “Il prezzo dei PHI Token non è condizionato al valore dei beni acquistati, e quindi più si apprezza meno si paga un certo bene”, spiega Daniele Bernardi, Ceo di Diaman Partners. Non è difficile allora immaginare quali ripercussioni ci potrebbero essere se a lanciare un token per uno sconto del 5% fosse per esempio Amazon, una community di 600 milioni di persone. “I token sono a numero limitato e prefissato e, data la loro scarsità, il loro valore tende ad aumentare nel tempo, così come la tendenza ad accumularli per acquistare beni, ai quali fino a ieri non ci si poteva avvicinare”, spiega Bernardi.

Il caso di maggiore successo fino ad oggi è l’utility token emessa dalla più grande piattaforma di trading di criptovalute al mondo, la cinese Binance, che dà diritto a uno sconto sulle commissioni di trading: il loro valore è passato da 0,006 a 250 in soli due anni. Quanto a PHI Token, si tratta di un’utility token con due funzioni: dare l’accesso a determinati servizi digitali, e acquistare servizi con uno sconto, che arriva al 30% per i servizi non finanziari, come per esempio abbonamenti alle newsletter o software. “Inoltre lo smart contract alla base PHI Token prevede il buy back and burn (riacquisto e brucio), la formula che permette di creare scarsità, e quindi valore nel tempo, al token”, conclude Bernardi.

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