Quantcast
InvestireTV
SCARICA DA
InvestireTV InvestireTV

La case-history Maire Tecnimont

«La chimica della transizione verde
ha know-how, radici e capitale umano»

Intervista con Pierroberto Folgiero, a.d. del gruppo e della controllata Nextchem, che sviluppa progetti leader nella riconversione della plastica in materie prime essenziali e addirittura nel preziosissimo idrogeno

«La chimica della transizione verdeha know-how, radici e capitale umano»

Pierroberto Folgiero, amministratore delegato del gruppo Maire Tecnimont

«La transizione energetica è un’occasione formidabile per l’Italia, perché il salto tecnologico che richiede ci farà sicuramente bene. Le conoscenze ingegneristiche nella chimica degli idrocarburi e nell’economia circolare sono molto forti nel sistema produttivo italiano: ed è per questo che abbiamo voluto essere i primissimi ad abbracciare il nuovo paradigma, portandovi competenze forti e radici profondissime”: può ben dirlo Pierroberto Folgiero, amministratore delegato del gruppo MaireTecnimont e quindi della controllata NextChem, che sta sviluppando una serie di progetti leader mondiali nella riconversione della plastica in materie prime diverse e, addirittura, in idrogeno circolare.


Radici profondissime?

Sì, siamo sostanzialmente gli eredi di Montedison e anche di quella certa cultura di frontiera che ha iniziato ad utilizzare il carbonio in modo diverso da idrocarburi in tempi non sospetti. Sto pensando a oltre vent’anni fa, anzi trenta; penso all’esperienza di Raul Gardini, che era contemporaneamente un chimico oltre che un esperto di agricoltura. Abbiamo quindi messo i nostri migliori talenti a sviluppare questo portafoglio di tecnologie e abbiamo tirato il filo dell’ingegno e delle competenze italiane che quando ci sono i salti tecnologici si sono rivelati sempre superiori. E questo lo facciamo contando su una piattaforma produttiva in 45 paesi, agendo sempre in modalità sia inbound che outbound, cercando di capire quello che sta succedendo altrove e soprattutto portare altrove quello che stiamo facendo oggi qui.

E invece per i clienti cosa fate?

Li aiutiamo in tutta la filiera della decarbonizzazione, dell’economia circolare e, in definitiva, della transizione energetica. Li affianchiamo, i nostri grandi clienti, nell’implementare tutte le possibili, nuove soluzioni tecnologiche che permettano di andare oltre l’economia degli idrocarburi, decarbonizzare la produzione di combustibile, decarbonizzare tutte le loro produzioni. Quel che facciamo con i nostri clienti sono essenzialmente nuovi prodotti che in modalità tradizionale si realizzerebbero partendo dagli idrocarburi. Perché con gli idrocarburi non si fanno solo i carburanti ma anche le plastiche e tanti anelli della catena del food. E dunque la sostenibilità in Maire Tecnimont è diventata un modello di business che integra il vecchio mondo ed il nuovo dell’energia e della chimica.

Ma, dottor Folgiero: siete un grande gruppo industriale, non siete una società di consulenza!

No, certo che no! è chiaro che un’azienda come la nostra non solo sviluppa processi industriali e proprietà intellettuale che offre ai clienti, ma scende anche e soprattutto in campo direttamente, realizza e colpisce nel concreto arrivando fino in fondo, fino alla realizzazione su scala industriale delle soluzioni innovative che proponiamo … inoltre, quello che noi facciamo sulla sostenibilità è qualcosa che consideriamo molto importante anche per tutta la catena dei nostri fornitori, perché una nostra soluzione tecnologica non resta in vetrina per farsi ammirare ma diventa un impianto industriale produttivo da 100 milioni, 200, 300, magari un miliardo. Quindi attiva un volano virtuoso di produzione di filiera qualificata, anche a monte e a valle del nostro intervento. E comunque tutte le componenti di questo impianto vengono coinvolte in un costante processo di attenzione alla decarbonizzazione: quindi i nostri fornitori, le nostre risorse dirette, umane e tecnologiche, tutti sono incentivati a intervenire nei processi produttivi arrivando sempre ad abbassare di netto le emissioni complessive.

Quindi: sia consulenti che partner operativi che attori industriali primari.

Sì: e difatti ci sentiamo coinvolti pienamente in questa trasformazione in atto dei modelli industriali, dei processi, e poi, quando questa visione del futuro diventa realizzazione di manufatti, la trasmettiamo a tutti i fornitori che sono dietro di noi. Si consideri che il gruppo fa circa 3,5 miliardi di ricavi, più del 50% dei quali sono ordini che stacchiamo. Quindi parliamo di volumi molto importanti anche nel sistema italiano.

Ma il mercato vi riconosce tutto questo?

Diciamo che possiamo considerarci molto soddisfatti, sia pur tra le difficoltà tipiche di quando si propongono soluzioni innovative. E poi c’è dell’altro…

Cosa?

L’altro elemento fondante del nostro modello va oltre la componente di prodotto, e risiede nel modo in cui ci siamo resi in grado di gestire noi stessi, cioè le nostre emissioni, le nostre persone, i nostri processi. Anche qui abbiamo registrato negli ultimi anni un’adesione formidabile di tutte le persone di Marie Tecnimont alla nostra visione. Da tante di esse ci vengono proposte continuamente iniziative nuove, quindi questo nuovo modo di stare sul mercato ha una dimensione interna profondissima che ci permette di parlare di più e meglio con le nostre risorse umane. Chi fa tecnologia nel settore dell’energia di fatto fa un business imperniato sulle persone stesse, quindi è un business dove il vero asset non è la fabbrica, ma il cervello e l’attitudine delle risorse umane. Avere questo nuovo ingaggio, questa nuova visione del futuro, e metterla in atto ogni giorno, ci sta dando un dividendo di natura emotiva e intellettuale di grande valore.

La sostenibilità in Maire Tecnimont è diventata un modello di business che integra il vecchio e il nuovo mondo dell’energia e della chimica

Ma riuscirete a declinare i principi della sostenibilità anche all’estero, nei Paesi del Sud del mondo dove spesso operate…senza rete, cioè al di fuori di un contesto di riferimento che sia sensibile a questi temi?

Il tema della transizione energetica è nato in Europa ed in alcuni stati degli Usa ma, settimana per settimana, si sta espandendo in tutte le geografie. Approfitto di questa domanda per aggiungere, nel rispondere, un punto importante a quanto dicevo prima. Il nostro gruppo sta sperimentando al meglio l’opportunità che arriva dalla metamorfosi del settore dell’energia, di solito popolato di ingegneri che devono sentirsi in qualche maniera dei pionieri per vivere in Paesi difficili come la Nigeria, l’Iraq, la Bolivia, o nella migliore delle ipotesi Arabia Saudita. Ebbene, il nostro settore storicamente ha sempre attirato un certo tipo di talenti, espressi da uomini che erano disposti a mettersi in gioco in questi ambienti difficili. Ma queste persone, votate fino a ieri ad una vita avventurosa, possono finalmente progettare un ritorno a casa. Il fenomeno della transizione energetica perseguìta ormai ovunque e, insieme, il nostro modo di stare su tutti i mercati ci hanno di fatto dato nuove opportunità, riscoprendo anche nuove relazioni possibili, aiutando ad esempio la parità di genere e combinazioni diverse di work-life balance.

E quali vantaggi stanno derivando per voi da questo nuovo quadro?

Intanto è bello constatare che anche nel nostro Paese, sempre nell’ambito delle materie tecniche-scientifiche, ci si stia aprendo ad una mentalità nuova. Che a sua volta apre nuovi spazi. Per sperimentare non è più indispensabile andare in Angola, o in Iraq, o in Bolivia e Arabia Saudita ma si può farlo anche a Brescia, a Frosinone e a Todi e si può meglio attirare anche talenti nuovi e diversi. Per noi è una bellissima notizia, perché ci consente di fare un salto rispetto al passato. Sottolineo volentieri la forte partecipazione del talento femminile ai nostri piani, perché è veramente un’eccezione. Che contribuisce a permetterci di gestire le competenze al meglio, e ci rende appetibili e anche in qualche maniera più vicini al mondo dei giovani, quindi ci dà più supporto dal punto di vista della diversità e dell’inclusione, ma soprattutto ci rende attraenti e ci dà carburante verde, “future proof”, a prova di futuro, per accogliere tra noi sempre nuove energie giovanili.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo