Quantcast
InvestireTV
SCARICA DA
InvestireTV InvestireTV

Report

Goldman Sachs, “Siamo lontani da una bolla o da un mercato orso”

Secondo gli analisti, non siamo in uno scenario di surriscaldamento dei mercati perché ci troviamo nella fase iniziale di un ciclo economico. E anche l'impressionante crescita delle Faamg non deve spaventare, perché si giustifica con il rapido sviluppo di alcuni settori a causa di un passaggio trasformativo dell’industria

Goldman Sachs: presto o tardiil mondo dovrà tornare al rigore

Goldman Sachs ha dato alle stampe una ricerca dal titolo Bubble Puzzle che spiega, attraverso un’interessante analisi storica che va dalla mania dei tulipani del 1630 a quella delle dot.com di inizio Millennio fino alla crisi immobiliare americana del 2007, perché nel 2021 non si verificherà una “bolla” azionaria. “E’ vero che la storia insegna che le bolle possono emergere in ambienti e in condizioni molto diverse. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche comuni che aiutano le bolle a formarsi e prosperare. E, nella nostra valutazione, solo alcune di queste caratteristiche comuni sono attualmente presenti”, è scritto nel report.

Ma quali sono queste condizioni che fornirebbero segnali abbastanza affidabili per identificare una fase di forte surriscaldamento dei mercati? La prima è senza dubbio rappresentata dai livelli straordinariamente bassi dei tassi di interesse rispetto agli standard storici, condizione che può incoraggiare un'eccessiva assunzione o valutazione del rischio. “In questo caso però i bilanci del settore privato sono forti, e ciò riduce il nostro giudizio sui rischi sistemici più ampi”, è scritto nel report. La seconda condizione è rappresentata dal ciclo economico, che però si troverebbe questa volta in una fase iniziale e che quindi, in assenza di una leva finanziaria significativa (al di fuori del settore pubblico), suggerirebbe che i rischi di una bolla imminente con ricadute per il sistema finanziario e le economie sia relativamente basso. “I fattori fondamentali che guidano il mercato e la fase iniziale del ciclo economico suggerirebbe che siamo lontani da una bolla o da un mercato orso”, scrivono gli analisti.

Secondo il report, anche la parabola di alcune aziende che arrivano a dominare un settore in rapida crescita sulla base di rendimenti degli investimenti insolitamente elevati non equivale necessariamente a una bolla. Infatti le loro posizioni dominanti non fanno che rispecchiare la loro impressionante crescita, oppure la speranza o la promessa di rendimenti futuri. Le società FAAMG (Facebook, Amazon, Apple, Microsoft e Google), per esempio, hanno registrato il triplo della crescita media delle vendite del resto del mercato e il doppio del reddito netto medio negli ultimi anni. Hanno anche dimostrato molta resistenza durante la recessione del 2020, con un aumento dei ricavi del 20% contro una contrazione media del 4 per cento. “La concentrazione del mercato è un fenomeno evidente soprattutto negli Stati Uniti e in Cina. Questo fenomeno però non è nuovo e si è già verificato in passato, al di fuori delle bolle, quando la concentrazione azionaria e settoriale è aumentata sulla base di una rapida crescita e di un passaggio trasformativo dell’industria”, è la conclusione degli analisti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo