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Commodity

Gaziano (SoldiExpert), “La Evergreen stimola il super-ciclo delle materie prime”

I grani sono saliti di oltre il 30% in dodici mesi dopo il crollo clamoroso del marzo 2020. La domanda di commodity agricole è vista in rialzo, soprattutto per quanto riguarda la soia, stimolata dalla grande richiesta proveniente dalla Cina

mais

La porta-container Evergreen, che chiude come un tappo di bottiglia il canale di Suez causando perdite per 10 miliardi di euro al giorno, è nuovo carburante per il proclama di Wall Street relativo a un nuovo “super ciclo” delle materie prime, ovvero di un mercato rialzista per le commodity come quello visto tra il 2003 e il 2011. “Siamo tornati al 2006?” incalza la banca d’affari Morgan Stanley, che in uno studio ha affermato che l'attuale ciclo delle materie prime durerà più a lungo rispetto alle precedenti previsioni.

Da Suez transita circa il 30% dei container in giro per il mondo (19 mila navi nel 2020) e circa il 12% del commercio mondiale (e il 40% di quello per l’Italia secondo stime di Intesa Sanpaolo). Ma quali merci sono coinvolte? Soprattutto petrolio (in media 1,74 milioni di barili al giorno lo scorso anno), merci e manufatti, nonché appunto i cosiddetti grains. “Dopo un ciclo decennale di discesa quasi senza fine, le materie prime a metà del 2020 hanno invertito la marcia e negli ultimi mesi hanno iniziato ad accelerare il passo spinte da una domanda crescente in molti settori e continenti”, spiega Salvatore Gaziano, responsabile investimenti di SoldiExpert Scf – Per quanto riguarda i grani, sono saliti di oltre il 30% in dodici mesi dopo il crollo clamoroso del marzo 2020”. La quotazione del mais, per esempio, è salita molto, anche a causa dei fenomeni stagionali e metereologici che hanno parzialmente compromesso i raccolti in Sud America.

Anche i prezzi della soia sono aumentati del 40% dalla metà del 2020, raggiungendo il prezzo massimo degli ultimi sette anni. A gennaio, secondo la società di analisi S&P Global Platt, le esportazioni di soia dal Brasile, il Paese produttore più importante, erano dell'80% al di sotto del livello dell'anno precedente, ed è probabile quindi che le esportazioni aumenteranno notevolmente a causa del ritardo del raccolto. “Il mercato della soia è influenzato dalla domanda del suo più grande acquirente: la Cina – dice Gaziano – E proprio la crescente domanda di soia da parte di Pechino è stata il motore principale dell'aumento dei prezzi della materia prima”. Il Paese ha infatti dovuto uccidere centinaia di milioni di animali a causa della peste suina africana e ha quindi allevato nuove mandrie per creare una sorta di riserva strategica di maiale. “È chiaro che tutto ciò provochi una richiesta di grandi quantità di mangime a base di soia”, conclude Gaziano.

 

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