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scenari | Notz Stucki

Se i titoli value crescono più dei growth, è tempo di diversificare

"I titoli growth, più in generale, sono tipicamente sopravvalutati dal mercato e presentano un rapporto prezzo sugli utili più elevato della media". Il commento di Giacomo Calef

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L’attuale fase di mercato, caratterizzata da una maggiore dispersione dei rendimenti, sta spingendo gli investitori a rivedere e ribilanciare la struttura della parte azionaria del portafoglio, con l’obiettivo di mantenere un’adeguata diversificazione tra stili di investimento, trend, valutazioni di mercato e settori". Il commento di Giacomo Calef, country manager di Notz Stucki

Nell’ultimo periodo, in particolare, l’attenzione è stata posta sull’overperformance dei titoli value a favore dei growth, in corrispondenza di una rotazione a favore dei settori ciclici. Ma proviamo a dare una definizione, in modo da comprendere come posizionare al meglio la propria esposizione all’equity.

titoli growth, più in generale, sono tipicamente sopravvalutati dal mercato e presentano un rapporto prezzo sugli utili più elevato della media, in quanto vi sono aspettative che le relative aziende possano accrescere fatturato e profitti ad un ritmo più veloce del mercato.

Tali aziende, inoltre, nella maggioranza dei casi non offrono dividendi attraenti, in quanto gran parte dei profitti vengono re-investiti per sostenere il ritmo di crescita e per sviluppare innovazioni d’impresa. Dunque, a quali settori appartengono tali titoli?

Ad oggi corrispondono soprattutto a quelli meno sofferenti per la pandemia e, in particolar modo, a quello tecnologico. Il grafico sopra riportato prende in considerazione il paniere di aziende Usa appartenenti all’indice Russell 1000 e mette in evidenza come quasi la metà dei titoli Growth dell’indice appartengano proprio al tech.

I titoli value, invece, sono tipicamente sottovalutati dal mercato e presentano un rapporto prezzo sugli utili più basso della media, in quanto le relative aziende appartengono a settori più maturi oppure si ritiene che non abbiano grande potenziale di crescita. Tali aziende, pertanto, nella maggioranza dei casi attraggono gli investitori per i dividendi più attraenti.

Dunque, a quali settori appartengono tali titoli? Tornando al grafico, possiamo osservare per esempio una concentrazione di titoli Value sugli industriali, che hanno sofferto parecchio a causa della recessione economica, anche se in futuro potrebbero riscattarsi grazie ad una possibile ripresa positiva del ciclo.

Più in generale, noi troviamo valore sia nei Growth rappresentati dalla tecnologia, che offrono ottime prospettive di lungo periodo, sia nei Value come gli Industriali, che, in realtà, sono tra quelli che presentano le migliori potenzialità di crescita (nonostante oggi siano Value e non Growth!). Infine, puntiamo anche su settori in cui vi è un mix tra Value e Growth, come l’Healthcare (si veda il grafico): qui possiamo sia perseguire i trend demografici che beneficiare della ripresa dell’economia reale

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