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Stress sui mercati dopo le vendite incontrollate dell'hedge fund Archegos

Secondo Giovanni Buffa (AcomeA), il rischio di contagio sembra per ora limitato. Ma è comunque un campanello d’allarme: quando molte scommesse sono concentrate su pochi titoli, basta davvero poco per causare reazioni a catena imprevedibili

Stress sui mercati dopo le vendite incontrollate dell'hedge fund Archegos

• Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA SGR

Oggi i danni sembrano circoscritti e tali da non avere intaccato il sentiment sul mercato azionario. Ma solo poche ore fa il terremoto Archegos ha scatenato il timore di un effetto contagio sui mercati globali. Ma che cosa è successo esattamente? Dopo i cali inspiegabili della scorsa settimana di società media americane come ViacomCBS e Discovery, e di alcune delle principali aziende tecnologiche cinesi quotate negli Stati Uniti, come Tencent, Baidu o GSX Techedu, è seguito ieri il crollo di due colossi bancari come Nomura (-16%) e Credit Suisse (-13,8%). Qual è la correlazione tra queste società e perché i due titoli bancari hanno registrato queste perdite? “Da quanto sembra il fondo hedge Archegos era andato “lungo” su alcuni titoli legati al settore media statunitense e ad alcuni tech cinesi attraverso la mediazione di alcuni broker come Nomura e Credit Suisse”, spiega Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA Sgr. "Il punto è - aggiunge lo strategist - che l’hedge fund era andato a leva su questi nomi, cioè aveva investito più del proprio capitale, facendosi prestare indirettamente il denaro dai broker stessi”.

In altre parole l’hedge fund di Bill Hwang era investito su questi titoli, ma non aveva comprato i titoli direttamente. “La sua posizione lunga era stata iniziata anche attraverso strumenti derivati come Swaps e Cfd, dove è la banca d’investimento che materialmente compra i titoli (che rimangono sul suo book) e dove è il cliente (in questo caso Archegos) che guadagna se i titoli salgono – spiega Buffa – Il cliente è però anche responsabile del pagamento della differenza tra prezzo iniziale e prezzo di mercato, qualora i titoli scendano”. Ovviamente il differenziale in questo caso va moltiplicata per il leverage dell’hedge fund in entrambi i casi. E le procedure di risk management indicano che periodicamente, a seguito di variazioni importanti del sottostante, le posizioni di credito o debito tra le due controparti vadano regolate. “Quello che è successo è che i titoli - che avevano fatto un rally incredibile negli ultimi mesi - sono scesi per differenti motivi, e quindi i broker hanno chiesto i margini (margin call) all’hedge fund che non aveva liquidità per coprire perdite”, dice Buffa. A questo punto – spiega ancora lo strategist - i broker hanno dovuto vendere il sottostante attraverso block trades (del cliente stesso dato a garanzia) amplificando così la discesa dei titoli stessi.

Nomura al momento ha perso circa 2 miliardi di dollari e, finché non finirà di vendere i titoli che ha ancora in portafoglio, la perdita non è definitiva. Ma, se le perdite dei broker non sono ancora quantificabili, esiste il rischio di un effetto-cascata sul mondo bancario? “Un effetto cascata è possibile se questa ondata di vendite (che ha riguardato solo pochi titoli) coinvolgerà anche altri hedge fund esposti sugli stessi nomi, oppure se le investment bank decideranno, a seguito di quello che è successo, di ridurre il credito (e quindi il leverage) a tutti i fondi hedge”, afferma Buffa. Che conclude: “Dalla reazione del mercato di ieri il rischio sembra per ora limitato. Ma è comunque suonato un bel campanello d’allarme che ci fa capire come molte scommesse degli investitori (hedge fund in primis) siano eccessivamente concentrate su pochi titoli, e che basta veramente poco - soprattutto per i player che utilizzano alti livelli di indebitamento - per causare reazioni a catena imprevedibili”.

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