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Assicurazioni

Entra in vigore tra le perplessità la Mifid delle polizze

Intermediari assicurativi e agenti protestano per la gravosità di alcuni nuovi adempimenti posti dal regolatore italiano: non si tradurranno in benefici per i consumatori

Con i benefit flessibili, i vantaggi  non vanno solo in busta paga

Il 31 marzo entrano in vigore le modifiche regolamentari introdotte dalle Authority (Ivass e Consob) lo scorso 4 agosto. Ne scrive Plus del Sole 24 Ore. Si completa così il quadro dell’Idd (Insurance Distribution Directive) n.2016/97, entrata in vigore il 1° ottobre 2018, nota anche come Mifid delle polizze e che si applica a tutti i prodotti assicurativi per introdurre più tutele per gli assicurati europei. Sul tema l’Authority di vigilanza Ivass ha messo a disposizione il 23 marzo dei chiarimenti sotto forma di Faq. Ma come scrive il Sole, gli intermediari assicurativi lamentano la gravosità di alcuni nuovi adempimenti posti dal regolatore italiano e sostengono che non si tradurranno in benefici per i consumatori. Anzi, come spiegano all’Aiba (Associazione italiana broker di assicurazione e riassicurazione), potrebbero avere, come effetto collaterale, un calo della concorrenza, visto che broker e agenti saranno spinti a ridurre la rosa delle compagnie e degli intermediari con cui collaborano a causa degli oneri crescenti. «Ci paiono norme ingiuste inutilmente estese in maniera lineare su tutti i prodotti, anche sui non Ibips (Rc auto e capofamiglia, per esempio). Riteniamo che, in particolare per le polizze danni, si siano introdotti processi gravosi per gli intermediari, con un valore aggiunto marginale per l’assicurato finale – ha affermato al Sole 24 Ore Luca Franzi, presidente dell’Aiba –. Faccio riferimento in particolare alle nuove regole sulla Pog (Product Oversight Governance) e all’obbligo del distributore di verificare e disegnare per ciascun prodotto un target market positivo (a chi sono adatte) e negativo (a chi non sono adatte) da comparare con quanto eseguito dalla compagnia. Tutto ciò presuppone una forte standardizzazione con pochi margini di personalizzazione, strutture organizzative complesse e dedicate a un rapporto esclusivo con la compagnia. Insomma, sintetizzando, saranno favoriti i monomandatari e le banche a svantaggio dei consumatori». Anche gli agenti sono sul piede di guerra e hanno anche fatto dapprima ricorso al Tar contro Ivass (con udienza fissata per il prossimo giugno) e nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto il rifiuto di proroga da parte dell’Authority, si sono rivolti all’Antitrust per denunciare la perdita di efficacia della norma che nel 2012 aveva introdotto per gli intermediari la possibilità di realizzare collaborazioni orizzontali, il tutto per aumentare la concorrenza.

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