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scenari | Edmond de Rothschild

La Corea del Sud insegna, Internet non è solo una storia cinese

"Anche se rimane molto frammentato, a differenza degli Usa o della Cina, il mercato dell’e-commerce coreano ha visto emergere due aziende leader, Naver e Coupang". Il commento di Kevin Net

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"Il settore dell’e-commerce in Corea del Sud è stato di recente al centro dell’attenzione, grazie al successo dell’Ipo di Coupang. La Corea del Sud è diventata il quinto mercato dell’e-commerce in ordine di grandezza, con un fatturato di 106 miliardi di dollari e, con il 33%, ha il secondo più alto tasso di penetrazione dietro la Cina". Il commento di Kevin Net, fund manager international equity di Edmond de Rothschild Am

Gli operatori del mercato sono ottimisti su un ulteriore crescita del tasso di penetrazione, evidenziando vari fattori come la basa diffusione in alcune categorie (alimentari in particolare) e la progressiva adozione dell’e-commerce da parte di nuovi utenti, soprattutto nella fascia della popolazione “over 40”.

Anche se rimane molto frammentato, a differenza degli Stati Uniti o della Cina, il mercato dell’e-commerce coreano ha visto emergere due aziende leader, Naver e Coupang.

Naver, soggetta a una forte concorrenza nella sua attività pubblici- taria tradizionale, si è espansa nell’e-commerce con il lancio di SmartStore, il suo marketplace online. Il Gmw generato dall’e-commerce di Naver ha totalizzato 28 trilioni di Krw nel 2020, con una quota di mercato del 17,4%, e il management dell’azienda prevede che il GMV di SmartStore cresca del 47% nel 2021.

Naver ha rafforzato la sua piattaforma di e-commerce attraverso le alleanze siglate con Cj Logistics, per rafforzare il suo servizio di consegne, o più recentemente con E-Mart, la più grande catena di supermercati in Corea del Sud, al fine di espandersi verticalmente negli alimentari. Naver ha anche sviluppato un’app per i pagamenti, Naver Pay, che ha contribuito alla crescita di SmartStore.

Coupang gestisce d’altra parte una piattaforma B2C online che ha generato nel 2020 tra 22 e 24 trilioni di Krw in Gmv. Coupang è nota per il suo sistema di distribuzione molto efficiente, chiamato Rocket Delivery, in grado di offrire consegne in giornata, grazie ai suoi hub decentralizzati.

Asean, tutto su Sea

Uno dei titoli con le migliori performance nel 2020 è stato Sea Ltd, internet company esposta principalmente al sud-est asiatico. L’anno scorso, la società con sede a Singapore ha visto il prezzo delle sue azioni crescere del 395%, portando la sua capitalizzazione di mercato a oltre 100 miliardi di dollari.

Sea Ltd ha esordito come società di gaming, gestendo Garena+, una piattaforma di gioco online accessibile nel Sud-Est asiatico, ed espandendosi poi in altre regioni come l’India o l’America Latina. Nel 2017, la società ha lanciato Free Fire, che oggi conta oltre 100 milioni di utenti attivi giornalieri.

Sea si è inoltre espansa nell’e-commerce nel 2015, lanciando il markeplace Shopee, che è ora la principale piattaforma online del Sud-Est Asiatico. Shopee, stimolato dalla pandemia e dalle misure di lockdown, ha visto il suo GMV più che raddoppiare, passando a 35 miliardi di dollari. Secondo le previsioni del management, la dinamica dovrebbe continuare nel 2021 e con ricavi dell’e-commerce in aumento del 112%.

Con una popolazione di circa 640 milioni di persone e un’età media inferiore a 30 anni, il Sud-Est asiatico rappresenta un’opportunità significativa per le aziende legate a Internet. La base di consumatori online è di 200 milioni di utenti e cresce ogni anno di oltre il 20%2. Nei prossimi 5 anni, il Pil pro capite della maggior parte dei paesi dell’Asean supererà i 10.000 dollari, soglia oltre la quale avviene in genere il decollo dell’e-commerce.

India, la prossima frontiera

L’economia digitale indiana rimane la prossima, grande frontiera, come dimostrano i significativi investimenti effettuati l’anno scorso dai Faang (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google) nel paese, in particolare in Jio Platforms, braccio digitale di Reliance. Jio è diventato in meno di 5 anni il primo operatore di telefonia mobile, in un paese dove la maggior parte degli utenti accede al Web attraverso i telefoni cellulari.

Jio si sta espandendo nell’e-commerce, un mercato che oggi è dominato da Amazon e Flipkart, sostenuto da Walmart. In India, la penetrazione dell’e-commerce è inferiore al 5%, ma ha ricevuto particolare impulso nel 2020 con il raddoppio delle vendite online di molte aziende di beni di consumo.

In un paese così vasto, dove le infrastrutture sono ancora poco sviluppate, la strategia omnicanale di Jio, che si basa sulla significativa copertura del territorio di Reliance (oltre 11.000 negozi in tutta l’India), appare appropriata. Reliance ha raddoppiato la posta su questa strategia, annunciando a settembre scorso l’acquisizione di Future Retail, secondo retailer in or- dine di grandezza dietro Reliance. Amazon, che aveva un accordo in essere con Future Group, ha cercato di bloccare l’operazione, che rimane per ora nel limbo.

L’altro segmento in forte accelerazione dell’economia digitale è il mobile payment. Secondo l’Npci, organo regolatore dei mobile payment, l’India ha registrato 2,29 miliardi di transazioni con smartphone nel mese di febbraio 2021, un livello che è già fra i più alti al mondo.

Nel caso dell’India, vari fattori specifici possono spiegare la rapida adozione del mobile payment, come l’alto numero di utenti di internet su dispositivi mobili, l’impatto positivo della demonetizzazione del 2016, de- stinata a ridurre le transazioni in contanti, e un ambiente normativo favorevole.

Nel 2016, l’Npci ha lanciato l’Upi (Unified Payments Interface), regolata dalla Banca centrale indiana (RBI), per consentire i bonifici tra due conti bancari tramite cellulare. La nuova interfaccia, sicura e facile da usare sia per i consumatori che per i commercianti, protegge allo stesso tempo gli operatori storici, poiché le banche sono ancora coinvolte nella transazione effettuata tramite cellulare.

Nel 2019, la Rbi ha anche rinunciato al Mdr (Merchant Discount Rate) per promuovere l’adozione dei pagamenti digitali tra i piccoli commercianti Finora, in India, i titoli legati a Internet sono sottorappresentati rispetto ad altri paesi come la Cina, con molte aziende ancora non quotate.

Una situazione che è però destinata a cambiare da quest’anno, alla luce delle molte IPO in programma. Quest’anno dovremmo assistere alla quotazione di società come Flipkart, Zomato (consegne pasti) o Policybazaar (piattaforma di distribuzione di assicurazioni online) e, nel 2022 o 2023, di aziende specializzate nei pagamenti come PayTM e PhonePe.

Brasile, leader in America Latina 

Anche il Brasile ha adottato rapidamente i servizi online. Il suo mercato dell’e-commerce rappresenta un terzo dell’intera America Latina e il tasso di penetrazione ha superato il 10% nel 2020, con una crescita accelerata al 57% secondo Goldman Sachs. Anche se potrebbe rallentare con la riapertura dei negozi, la crescita do- vrebbe comunque rimanere superiore al 20% nei pros- simi due anni.

Il contesto resta altamente competitivo, con piattaforme online come Mercado Libre e B2W in concorrenza con i retailer tradizionali sbarcati online, come Magazine Luiza, Lojas Renner e Via Varejo. Sul fronte dei pagamenti, il Brasile è diventato il quarto mercato in ordine di grandezza per gli e-wallet, dietro la Cina, gli Stati Uniti e il Regno Unito, totalizzando oltre 22 miliardi di dollari di transazioni nel 20203.

L’e-commerce è stato un fattore significativo per l’a- dozione dell’e-wallet, dato che il 27% delle transazioni sono effettuate con questo sistema4, che potrebbe superare la carta di credito come metodo preferito di pagamento online nel 2021. L’adozione da parte dei pic- coli commercianti, che non possono necessariamente permettersi un terminale di carta di credito, ha anche agito negli ultimi anni come acceleratore per l’adozione del mobile payment.

In conclusione, la pandemia ha accelerato l’adozione del digitale in altri paesi emergenti, oltre la Cina, e ha evidenziato le loro capacità tecnologiche. Senza il peso di un’eredità storica complessa, i paesi emergenti hanno potuto adottare con velocità un ecosistema digitale.

Dato l’attuale basso livello di penetrazione e l’emergere di una classe media che favorirà un con- sumo più orientato al digitale, il potenziale di questi mercati resta ancora intatto, offrendo interessanti opportunità di investimento per gli investitori a lungo termine.

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