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Moore (Columbia Thredneedle), “L’inflazione non spaventa i mercati”

Secondo lo strategist, se la crescita economica rimane superiore alla media, le azioni tendono a generare buone performance in periodi di inflazione sia superiore che inferiore alla media

Usa, l’inflazione sale (prima del virus) e sorprende gli analisti

Le opinioni sono piuttosto discordanti circa il futuro andamento dell’inflazione. Economisti e investitori esaminano spesso i rendimenti dei mercati finanziari alla luce dell’andamento della crescita e dell’inflazione. “Durante periodi incerti sul fronte dell’inflazione è importante tenere presente che, se la crescita rimane superiore alla media, le azioni tendono a generare buone performance in periodi di inflazione sia superiore che inferiore alla media”, spiega Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Thredneedle Investments. Naturalmente, livelli di inflazione vertiginosamente alti o una deflazione particolarmente grave possono turbare un’economia e il rispettivo mercato azionario, ma – secondo lo strategist - al momento tale scenario appare assai improbabile.

Per giungere a tali conclusioni, Moore ha utilizzato una serie di indici, tra cui il Chicago Fed National Activity Index (CFNAI), un indicatore mensile che misura l’attività economica complessiva e le relative pressioni inflazionistiche, per illustrare l’andamento della crescita. “L’andamento dell’inflazione si basa sulla media mobile a 36 mesi dell’indice dei prezzi al consumo – spiega Moore - E una crescita economica vigorosa accompagnata da ulteriori interruzioni delle catene di produzione anche dopo i lockdown anti-Covid-19 potrebbe far aumentare l’inflazione”. Secondo lo strategist, le Banche centrali potrebbero tuttavia decidere di guardare oltre tale fenomeno temporaneo e attendere l’emergere di trend strutturali. Queste incertezze sono aggravate dalle ansie legate alle valutazioni dei mercati azionari, vista l’entità dei rialzi dei listini dopo l’annuncio dello sviluppo di vaccini efficaci. “Un’eventuale modesta correzione potrebbe avere effetti positivi, perché porrebbe un freno alle aspettative elevate”, dice Moore. Che conclude: “Continuo comunque a ritenere che il rischio di ribasso sia limitato rispetto ai recenti guadagni. Sono convinto che il materializzarsi della ripresa economica globale nella seconda metà del 2021 riequilibrerà il rapporto tra le aspettative degli investitori e gli effettivi sviluppi”.

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