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Paolini (Pictet), “L’enigma Bitcoin tra inflazione e repressione finanziaria”

L'attrattiva principale della criptovaluta è la sua disponibilità limitata, con un tetto massimo di 21 milioni di unità, che la rende immune al tipo di deprezzamento delle valute tradizionali. Ma è difficile che possa diventare un vero e proprio strumento di investimento

Ci risiamo, il Bitcoin torna sull’ottovolante

Con il boom del prezzo del Bitcoin, gli investitori dimostrano sempre più interesse verso questa criptovaluta. Ma - si domanda Luca Paolini, Chief Strategist di Pictet Asset Management - quanto è prossima a diventare un vero e proprio strumento di investimento? “Ultimamente il Bitcoin ha vissuto un periodo particolare a causa dei timori che le Banche centrali si fossero spinte troppo oltre con le misure di quantitative easing e gli altri stimoli – spiega lo strategist - Il timore crescente è che le autorità monetarie stiano gradualmente monetizzando il disavanzo pubblico, ossia che stiano finanziando in via permanente la spesa eccessiva dei governi come strumento per sostenere le loro economie a seguito della pandemia”. Questo è un problema, perché storicamente la monetizzazione del debito è stata un precursore di un'inflazione fuori controllo. Ma anche chi non si preoccupa di questo tipo di conseguenze estreme ha motivi per apprezzare il Bitcoin. “Solo il fatto che le Banche centrali stiano riducendo i rendimenti dei titoli di stato al di sotto del già basso tasso di inflazione attuale - fenomeno noto come repressione finanziaria - ha ridotto il costo opportunità di detenere beni che non generano reddito, come il Bitcoin”, afferma Paolini, che ricorda come recentemente la criptovaluta abbia mostrato una modesta correlazione positiva con le azioni e l'oro e una correlazione negativa con i Treasury Usa e il dollaro.

Nel frattempo, si è fatta strada una maggiore propensione da parte delle aziende a utilizzare il Bitcoin per il suo scopo originale, ossia come mezzo di scambio. Tesla ha dichiarato l'intenzione di vendere automobili con prezzo in Bitcoin e ha convertito parte della sua liquidità in dollari nella criptovaluta. E anche le società finanziarie Mastercard e BNY stanno considerando la possibilità di effettuare transazioni in Bitcoin o di detenerli per conto dei clienti, mentre CME, operatore di derivati statunitense, offre future su Bitcoin che potrebbero aprire la strada a un mercato più liquido in futuro. Se è vero che il Bitcoin si sta facendo strada nel normale circuito commerciale, dovrà percorrerne ancora molta prima di diventare un sostituto delle valute. “È ancora scomodo da usare, non è molto diffuso e sono innumerevoli i casi di persone che hanno avuto problemi di hardware che hanno impedito loro di accedere ai propri portafogli in Bitcoin: si ritiene che circa il 20% della criptovaluta si trovi in questo limbo”, spiega Paolini. Soprattutto, la blockchain, ovvero il database utilizzato per registrare le transazioni in Bitcoin, può eseguire un numero di transazioni limitato, stimato tra tre e nove operazioni al secondo. "Oltre a questo, una volta considerati gli elevati costi di transazione, il fascino del Bitcoin cala rispetto a beni più liquidi", spiega Paolini. 

Le recenti oscillazioni di prezzo, poi, hanno sollevato dubbi sul potenziale del Bitcoin come alternativa a beni sicuri o come riserva di valore. Il 21 febbraio Bitcoin ha raggiunto il picco di 58.000 dollari, per scendere il giorno successivo a 47.000 dollari. Una volatilità che non è nuova: il prezzo del Bitcoin in dollari è sempre stato soggetto a forti oscillazioni. "Uno dei problemi principali per gli investitori è che il Bitcoin è impossibile da valutare - dice Paolini - Non si tratta di un problema relativo al bene sottostante, ma al bene stesso. E, a differenza dell'oro, non ha una storia lunga durante la quale è stato in grado di costruirsi una reputazione ampiamente riconosciuta come riserva di valore alternativa. È poco negoziato ed è soggetto a forti oscillazioni".

L'attrattiva principale per il Bitcoin rimarrebbe quindi la sua disponibilità limitata, con un tetto massimo di 21 milioni di unità. "E ci vuole una potenza di calcolo ancora superiore per estrarre ogni ulteriore Bitcoin, rendendo questa valuta immune al tipo di deprezzamento delle valute tradizionali che molti dei suoi sostenitori temono", spiega Paolini. Che aggiunge: "Ma anche in questo caso il Bitcoin deve affrontare diversi rischi. Secondo una stima, il mining di Bitcoin richiede già più elettricità di quanta ne consumi l'Argentina, e il governo iraniano ha attribuito i blackout locali alle operazioni di mining di Bitcoin che consumano molta energia elettrica". Questo ecofattore fornisce ai governi un altro motivo per adottare misure aggressive contro il Bitcoin. In ogni caso la criptovaluta conquista regolarmente le prime pagine dei giornali e ha grande risonanza nelle chatroom su Internet. "Ma è sempre più difficile che possa diventare un vero e proprio strumento di investimento, men che meno un sostituto del dollaro", conclude Paolini.

 

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