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Artoni (AcomeA Sgr), “Le trimestrali Usa confermeranno l’uscita dalla recessione”

Secondo lo strategist le banche conseguiranno un buon risultato anche per via della stagionaltà che favorisce il settore. Attese positive anche per il retail, l’industria e i beni di consumo, che sono stati i più penalizzati nel 2020. Al contrario, per Big tech gli effetti saranno più deboli, perché il loro business difficilmente riuscirà a tenere il passo con le progressive riaperture

Artoni (AcomeA Sgr), “Le trimestrali Usa confermeranno l’uscita dalla recessione”

Alberto Artoni, Portfolio Manager US Equity di AcomeA Sgr

Il mercato è in ansiosa attesa delle prime trimestrali Usa. E l'ottimismo è il sentimento prevalente, con la società di consulenza FactSet che si è spinta a formulare la previsione di un incremento monstre dei profitti delle aziende quotate del 23,8 per cento. Le prime a rilasciare i dati questa settimana saranno le grandi banche come Goldman Sachs, Jp Morgan Chase, Bank of America e Citigroup. A seguire arriveranno i conti delle società industriali e dei servizi, incluse le Big Tech. Gli analisti nel complesso sono molto positivi per quanto riguarda la prima ondata di trimestrali, ovvero quelle del settore bancario e finanziario, che potrebbero confermare la tanto attesa uscita dalla recessione innescata dalla crisi sanitaria. Ma, sempre gli analisti, sono molto più tiepidi per quanto attiene le previsioni relative alle società tecnologiche. "Nel complesso ci aspettiamo un trimestre favorevole con un primo effetto base positivo, che sarà molto più evidente nel secondo trimestre dell’anno, poiché il primo trimestre 2020 è stato solo parzialmente compromesso in quanto la crisi è cominciata nel mese di marzo", è il commento di Alberto Artoni, Portfolio Manager US Equity di AcomeA Sgr. 

Secondo lo strategist, quindi, la ripresa sarà più evidente nel prossimo trimestre ovviamente se le riaperture proseguiranno insieme alla mobilità delle persone. E questo accadrà non solo al settore finanziario, ma anche al retail, all’industria e ai beni di consumo, che sono stati i più penalizzati nel 2020. Al contrario, secondo Artoni, per i titoli che hanno beneficiato dello stay at home (Big tech in testa) gli effetti saranno più deboli, perché il loro business difficilmente riuscirà a tenere il passo con le progressive riaperture. “I settori penalizzati dai lockdown avranno un primo trimestre negativo, ma nei prossimi mesi faranno un buon recupero - afferma Artoni – Al contrario i settori che sono andati bene lo scorso anno, come il delivery, l’ecommerce, l’intrattenimento a casa tipo Netflix e tutto l’home working, dovrà stupire il mercato per fare molto bene nei prossimi mesi”.

Quanto ai titoli bancari, secondo lo strategist, le previsioni sono positive per molti motivi, uno dei quali è rappresentato dagli accantonamenti. “Il livello degli accantonamenti è rientrato poiché le banche americane utilizzano da qualche tempo un nuovo principio contabile, che non si basa più sullo stock del debito, bensì sulle aspettative di business che si basano su modelli macroeconomici", spiega Artoni. Che conclude: “Inoltre l’attività di investment banking ha una stagionalità che favorisce tradizionalmente il primo trimestre dell’anno e i mercati si trovano ora sui volumi massimi di attività. Ritengo quindi che l’investment banking Usa conseguirà un buon risultato nel primo trimestre”.

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