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Il Convegno di apertura di Consulentia 21

Ricambio generazionale tra i cf, la soluzione è vicina

Tra associazioni di categoria (Anasf e Assoreti) e politica il dialogo è fitto per trovare una soluzione al nodo dell’ingresso dei giovani nell’attività di consulente finanziario, cruciale per il risparmio degli italiani. Già pronte proposte, mentre nel settore si fa largo il lavoro in team e sistemi di compensation per aiutare i neofiti nella fase di inserimento professionale

Ricambio generazionale tra i cf, la soluzione è vicina

Il ricambio generazionale nella professione di consulente finanziario e il passaggio generazionale all’interno delle aziende come filo conduttore del convegno di apertura della seconda edizione di Consulentia 21 Digital (la manifestazione in video-streaming organizzata dall’Anasf, che sostituisce il tradizionale appuntamento degli anni scorsi che avveniva in presenza) “Dalla finanza all’economia reale: per un futuro giovane e sostenibile” che ha visto l’intervento introduttivo di Nicola Ronchetti (nella foto a destra), fondatore e Ceo di Finer, sul tema del passaggio generazione nelle imprese. «Il passaggio generazionale è un tabù per un italiano su tre e solo un imprenditore su due ha risolto il nodo del passaggio generazionale, senza contare che l’età media degli anni degli imprenditori è arrivata a 68 anni e cresce di anno in anno e che la preservazione del patrimonio per gli eredi è la preoccupazione principale. In questo contesto l’apertura degli imprenditori sulle tematiche successorie dipende anche dalla sensibilità del consulente finanziario, che deve essere preparato e saper informare. Il tema infatti non è quello di sostituire una generazione a un’altra ma di integrare le visioni delle vecchie e nuove generazioni imprenditoriali. E qui il consulente finanziario può rivelarsi molto utile». In questo cambio della guardia tra vecchie e nuove generazioni al timone delle aziende un contributo lo possono dare anche i cf under 40: nativi digitali, attenti e affamati lettori lettori, ottimisti e proattivi per natura». Ronchetti aggiunge altre riflessioni: «Le reti dovranno dare un significativo contributo nel convertire oltre 1700 miliardi di euro di liquidità infruttifera di famiglie e imprese in risparmio gestito in grado di contribuire al rilancio dell’economia reale e del Paese. In questo contesto consentire l’accesso alla professione di giovani motivati e talentuosi garantisce un futuro alla professione e offre un’opportunità a una generazione sulla quale graverà un debito pubblico mostruoso». Francesca Nonino, responsabile comunicazione web, mercato russo e americano, di Nonino Distillatori aggiunge delle riflessioni personali sul tema del passaggio generazionale: «L’esperienza familiare mi dice che il legame dell’imprenditore con la propria azienda è talmente grande che è difficile lasciare il passo. Non per forza ci deve essere un taglio netto ma il passaggio deve essere graduale perché sia di successo».
 
Politica in prima linea sui giovani cf. Sul tema dei giovani cf interviene Luigi Conte, presidente di Anasf: «I giovani ci sono e sono molto entusiasti, con le idee chiare sul loro futuro nella professione. Il nostro impegno è ora di trascinare in questa attività tanti talenti che altrimenti potrebbero prendere la strada dell’esperienza all’estero”.  Sull’importanza del ricambio generazionale nella professione di consulente finanziario hanno detto la loro esponenti del mondo politica. A partire da Massimo Ungaro, giovane deputato di Italia Viva (34 anni e di professione analista finanziario) e componente della 6 commissione Finanza: «Per noi è fondamentale il tema del ricambio generazionale e dell’accesso facile dei giovani con lauree professionalizzanti e senza praticantati infiniti.  I cf sono fondamentali in un momento dove c’è tanto risparmio e una scarsa canalizzazione verso l’economia reale. Altro tema è l’educazione finanziaria ancora inadeguata in Italia, bisogna lavorare tutti assieme per rendere gli italiani risparmiatori consapevoli». La senatrice Fiammetta Modena di Forza Italia, membro della 5ª Commissione permanente Bilancio, ha aggiunto sul tema: «Il parlamento si è mosso su stimolo dell’Anasf e dei cf che ci hanno sottoposto i problemi del settore. Il ruolo dell’associazione è stato fondamentale perché ci hanno spinto ad affrontare le problematiche dei cf giovani abbiamo cercato di risolverli attraverso una serie di atti di natura legislativa. Reputiamo fondamentale la formazione universitaria perché la preparazione del giovane cf è il cuore della sua affidabilità. Poi va fatta una riflessione su come evitare una scopertura economica del cf nei primi di attività, dove il portafoglio clienti non è ancora sufficiente per vivere della professione”. Il presidente di Anasf Conte ha commentato con favore le dichiarazioni dei due esponenti politici: “Su questo tema la sensibilità della politica è aumentata moltissimo, attendiamo con fiducia quei provvedimenti che consentano a questa professione di essere sempre più tangibile e attuabile, con un forte sostegno ai giovani necessari per dare un futuro a una professione che ha un ruolo centrale per i risparmiatori».  
 
Professione-Università, il dialogo sta crescendo. C’è ancora tanta strada da fare per sensibilizzare i giovani universitari sulla bellezza della professione di cf. Secondo Emanuela Giacomini, docente di Economia degli intermediari finanziari, Università di Macerata, “I dati di partenza non sono incoraggianti, a lezione parlo di sbocchi professionali e spesso non sono chiari i requisiti per necessari per imporsi nell’attività di consulente finanziario. Per questa ragione a mio avviso bisogna organizzare incontri, careeer day con la presenza di consulenti finanziari che spieghino cosa fanno tutti i giorni. Il contatto diretto è assolutamente proficuo e decisivo». Conte prende spunto dall’intervento della docente per affermare che l’ingresso degli universitari «è lo snodo che darà forza al rilancio della nostra attività: i futuri presidi normativi permetteranno un passaggio rapido ed efficace dall’università alla professione», sottolinea il presidente Anasf. Sul tema interviene Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti e vice presidente di Ocf: “Il 30% dei partecipanti all’esame di abilitazione professionale ha meno di 30 anni ma poi c’è una caduta verticale e sono pochi quelli che riescono effettivamente ad andare avanti nella professione. La formazione deve giocare un ruolo centrale per consentire ai giovani di proseguire in questa attività: nei requisiti di knowlege e competence richiesti dall’Esma la formazione è fondamentale.  Il nostro dovere è di non tradire le aspettative dei giovani, che devono essere affiancanti nei primi periodi di attività da consulenti finanziari di esperienza. Anche per questo le nostre associate stanno favorendo l’esperienza del lavoro in team dei consulenti finanziari».
 
Proposte concrete. Conte di Anasf sottolinea lo sforzo congiunto delle associazioni di categoria dei cf e delle mandanti per trovare una soluzione al nodo del ricambio generazionale.  «Il Tavolo interassociativo tra Anasf e Assoreti si sta impegnando per una proposta concreta al fine di sgombrare il campo da equivoci e portare finalmente i giovani nella professione. Abbiamo proposte su politiche fiscali e remunerative, dove chiederemo anche allo Stato di fare la sua parte. Come lo deve fare il sistema, incentivando gli anziani a dedicare tempo per l’affiancamento. Tempo che ha il suo costo». Interviene ancora Tofanelli di Assoreti: «L’affiancamento è fondamentale per superare la prima fase di inserimento in rete del giovane. Attività di affiancamento che deve coinvolgere anche gli stessi i manager». Ma le reti che stanno facendo per consentire ai giovani di cf di vivere dell’attività fin dai primi passi nella professione? «Sono previste anche forme di remunerazione garantita per due-tre anni», spiega il segretario generale di Assoreti, «ma al contempo stiamo lavorando con il Governo per un possibile prestito garantito per l’avvio dell’attività, assimilabile al prestito d’onore ben noto in ambito universitario. Prestito che poi il giovane può rimborsare nel corso del tempo quando entrerà a pieno regime nella struttura di rete». Le reti vogliono sempre portafogli più grandi, come si concilia con la possibilità di inserire giovani nell’attività? Per Conte, «tutto cambierà in maniera omogenea e graduale. La digitalizzazione sta determinando la possibilità di liberare tempo per la relazione come non accadeva in passato, quando i cf erano frenati dagli aspetti burocratici dell’attività, consentendo di ampliare il portafoglio clienti».  

Le borse di studio in memoria di Varenna. A conclusione del convegno sono stati premiati i vincitori della 7° edizione della borsa di studio J.P. Morgan Asset Management-Anasf intitolata alla memoria di Aldo Varenna (che fu grande interprete della professione di consulente finanziario, dirigente dell’associazione oltre che presidente di Efpa Italia sempre con grande entusiasmo) Giacomo Mazzolo e Fabio Parpinel. Lorenzo Alfieri, country head di J.P. Morgan AM, ha così commentato l’assegnazione delle borse di studio: «Siamo al settimo anno di questa iniziative, è molto importante favorire la’ttività finanziaria a qualunque livello in particolare verso i giovani, affinché abbiano una prospettiva futura in una professione davvero avvincente». L’appuntamento è per la terza edizione di Cosnulentia 21 digital del prossimo 25 maggio.

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