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Goldman Sachs, Nuovi focolai potrebbero ritardare la ripresa dei servizi nell'area EM

Gli analisti restano comunque costruttivi con outlook più generosi del consenso per India, Brasile e Russia

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I rischi a breve termine di nuovi focolai di coronavirus-Sars nei Mercati Emergenti potrebbe ritardare la ripresa del settore dei servizi nel secondo semestre dell’anno in diverse economie di quell’area. Per questa ragione gli analisti di Goldman Sachs in un recente report hanno abbassato, benché moderatamente, alcune previsioni nella prospettiva concreta che l’emergenza sanitaria possa portare a un ampliamento delle restrizioni in alcuni Paesi Emergenti. Nuvole nere si addensano quindi sul pianeta Emerging Market? “No – è la risposta contenuta nel report - Rimaniamo infatti molto costruttivi sulle prospettive dei Mercati Emergenti con previsioni di Pil medio dell’area per l'intero anno 2021 ben superiori al consenso". In particolare Goldman Sachs si attende un Pil 2021 in crescita del 10,5% in India (contro l'8,9% del consenso), del 4% per il Brasile (contro il 3,5%) e del 4,5% per la Russia (contro il 3%), mentre è in linea con il consenso per quanto riguarda il prodotto interno lordo cinese, pari al +8,5 per cento.

Secondo Goldman Sachs sono diverse le ragioni alla base dei queste previsioni riferite ai Mercati Emergenti. In primo luogo, l'attività economica è diventata meno sensibile al virus e alle restrizioni. I responsabili politici poi hanno risposto con restrizioni più localizzate e mirate. “Il nostro modello GS Effective Lockdown Index (ELI) documenta anche un calo della sensibilità politica di contenimento, in quanto i consumatori e le imprese si sono sempre più adattati, con spostamento verso l'e-commerce, la sostituzione dei consumi di beni per i servizi e il lavoro da casa", è scritto nel report. Un'altra ragione dell'outlook favorevole agli EM è rappresentata dalla composizione delle popolazioni emergenti, che sono più giovani, e che implicano tassi di vaccinazione aggregati più bassi per proteggere i più vulnerabili, tali da consentire la riapertura completa se i vaccini si mostreranno efficaci. La quota degli oltre sessantacinquenni nella popolazione totale, per esempio, è del 3% in Nigeria, del 7% in India, del 10% in Brasile, ma ben del 29% in Giappone.

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