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Goldman Sachs, Il turismo si riprenderà bruscamente nel 2021

Per gli analisti, la ripresa dei viaggi internazionali restituirà un punto di Pil sia nel secondo che nel terzo trimestre ai Paesi dell’Europa meridionale, la cui attività turistico-alberghiera rimarrà comunque molto al di sotto del livello del 2019

Goldman Sachs: presto o tardiil mondo dovrà tornare al rigore

Il turismo, specie nelle economie avanzate, è uno dei settori più globalizzati e le dure restrizioni alla mobilità attuate dai governi occidentali hanno avuto un pesante impatto sull'attività economica nell’estate 2020. E ora che l’estate 2021 è alle porte, quali sono le previsioni per il settore? Goldman Sachs ha scritto un report dalle note decise e positive: “Il turismo si riprenderà bruscamente nel 2021 insieme alla ripresa dei viaggi internazionali a giugno, restituendo una media di quasi un punto percentuale alla crescita sia nel secondo che nel terzo trimestre ai Paesi dell'Europa meridionale, e circa la metà ala Francia”, è scritto nel report firmato da Filippo Taddei. Va detto che si tratta di una prospettiva molto positiva, ma solo in senso relativo. In assoluto, come ricorda l’analista, anche con questo rimbalzo l'attività nel settore turistico rimarrà nettamente al di sotto del livello del 2019.

Il turismo dell’Europa meridionale è intimamente connesso ai trasporti. Come scritto nel report, i visitatori internazionali rappresentano una quota importante del turismo totale nell'Europa meridionale - e anche in Francia - con una quota tra il 30% e l'80% dei pernottamenti complessivi nei cinque Paesi nell’era pre pandemica. “È interessante notare che i Paesi con il più grande settore turistico rispetto al Pil, come Grecia, Portogallo e Spagna, sono anche i più dipendenti dai viaggiatori internazionali. E questa dipendenza accresce l'esposizione agli effetti negativi delle restrizioni sui viaggi", conferma Taddei.

Dalla analisi di Goldman Sachs emergono però due modelli strutturali, da segnalare proprio mentre si discute di pass interni. Il primo è che tutti i Paesi dell'Europa meridionale, Francia inclusa, dipendono molto di più dagli spostamenti intraeuropei che non da quelli extraeuropei. In secondo luogo, esistono differenze specifiche per ogni Paese: Italia e Spagna sono relativamente più esposti ai turisti tedeschi e britannici rispettivamente; Francia e Grecia condividono una dipendenza simile dai turisti provenienti dalla Germania e dal Regno Unito (oltre il 30% del totale); mentre il Portogallo beneficia della sua vicinanza alla Spagna. “Sulla base dei nostri modelli scopriamo che l'Italia e la Spagna sarebbero i Paesi più colpiti da una revoca tardiva (nel periodo che va da qui ad agosto) delle restrizioni internazionali sui viaggi, che potrebbe portare a un riduzione importante del Pil del secondo e terzo trimestre”, dice Taddei. Che conclude: “Il nostro scenario di base per la stagione turistica 2021 nel sud Europa e in Francia rimane comunque costruttivo perché pensiamo che gli spostamenti internazionali riprenderanno da giugno. I visitatori stranieri sono molto importanti perché, come visto nell’estate 2020, il turismo nazionale difficilmente può colmare il divario in caso di prolungato blocco ai viaggi internazionali”.

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