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Titoli di stato

Fineco azzera le commissioni sui Btp
tra amor patrio e operazione simpatia

Da un lato si sostengono il governo e le istituzioni in questa congiuntura dalla difficoltà senza precedenti, dall’altro si fanno felici molti clienti, dopo averne fatto arrabbiare qualcuno con la chiusura unilaterale dei conti correnti con oltre 100 mila euro di depositi non investiti

Alessandro Foti, ad e dg di FinecoBank

Alessandro Foti, ad e dg di FinecoBank

Si può essere d’accordo o anche no, ma è innegabile che l’attivismo di Fineco nel panorama del risparmio gestito è interessante, oltre che coerente con quell’abitudine all’indipendenza che ha sempre distinto la griffe guidata da Alessandro Foti da quand’è nata ed anche durante i decenni di appartenenza a grandi gruppi.

Dopo aver annunciato un mese fa la chiusura unilaterale dei conti correnti con oltre 100 mila euro di depositi non investiti, facendo arrabbiare qualcuno, adesso Fineco annuncia l’azzeramento dei costi finora previsti per la sottoscrizione di Btp e titoli di Stato. Facendo felici più clienti.

Ne aveva dato l’annuncio qualche giorno fa e da ieri l’ha trasformato in atto, in concomitanza con il collocamento della terza tranche del Btp Futura da parte del Tesoro dello Stato. Ha spiegato Foti che questa scelta “è il nostro contributo allo sforzo per la ripresa, per invogliare gli italiani a non tenere i loro risparmi sul conto”. Effettivamente la finanza pubblica è sottoposta ad una pressione senza precedenti, per quanto a sorreggerla ci sia un consenso altrettanto inedito…

Dunque un po’ di patriottismo? Anche, certamente: si tratta di sostenere il governo e le istituzioni in questa congiuntura dalla difficoltà senza precedenti. E un po’ di operazione simpatia verso i clienti, con la differenza che i coinvolti nell’operazione della chiusura unilaterale dei conti sono stati poche migliaia di ricchi, mentre i beneficiati dall’azzeramento dei costi sui Btp centinaia di migliaia…

Del resto effettivamente acquistare un Btp, oggi, con la montagna di garanzie sostanziali che li tutelano, dallo Stato alla Bce all’Unione europea, in termini di sicurezza è come tenere i soldi sui conti, e conviene perché i Btp qualcosina rendono; ma mentre i depositi amministrati dei titoli non costano nulla alle banche, i soldi lasciati ammuffire dai clienti nei conti correnti costano eccome.

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