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Janus Henderson Investors, "E’ pari a 52.855 dollari il debito pro capite degli italiani, quattro volte la media mondiale”

Per gli analisti, se l'Italia sarà in grado di impiegare i 209 miliardi di fondi del Piano Next Generation EU per finanziare progetti capaci di incidere sulla produttività economica, il suo rapporto debito pubblico/Pil, oggi secondo solo a quello del Giappone, potrebbe ridursi

Janus Henderson Investors, "E’ pari a 52.855 dollari il debito pro capite degli italiani, quattro volte la media mondiale”

Sapere che il debito sovrano mondiale è cresciuto del 17,4% nel 2020 raggiungendo la cifra record di 62.500 miliardi di dollari fa certamente impressione. Ma non quanto sapere che questa cifra corrisponde a un debito di 13.050 dollari per ogni cittadino nel mondo. Questo incremento – come si evince dal Sovereign Debt Index di Janus Henderson Investors, uno studio sulle tendenze del debito pubblico in tutto il mondo, sulle opportunità di investimento e sui rischi – è stato equivalente a un settimo (14,8%) del Pil globale, con Usa, Giappone e Cina che si sono indebitati di più, e con il Regno Unito che ha registrato il deficit di bilancio più elevato.

Se è vero che il finanziamento di questo debito è poco costoso (gli oneri finanziari sono aumentati solo di un quinto in 25 anni nonostante i volumi quadruplicati del debito), secondo il report i debiti saliranno nuovamente nel 2021, aggiungendo al debito pro capite di 13.050 dollari altri 768 dollari. Questo debito, già di per sé pesante, impallidisce davanti a quello che pesa sulle spalle del cittadino italiano che, con 52.855 di dollari, si colloca al settimo posto tra i più alti debiti pro capite del mondo. Il debito pubblico italiano ammonta infatti a 3.196 miliardi di dollari, ed è raddoppiato negli ultimi 25 anni nonché salito del 18% tra il 2019 e il 2020 per 488 miliardi di dollari, o meglio per 8.145 dollari per ogni cittadino italiano. L’Italia, sottolinea ancora il report, è inoltre il secondo Paese più indebitato rispetto alle dimensioni della sua economia, con un rapporto debito/Pil pari al 159 per cento. 

«Il notevole incremento dell’indebitamento pubblico globale, esacerbato dallo scoppio della pandemia che ha costretto i governi a correre ai ripari per contrastare il crollo della domanda e finanziare gli interventi sanitari, è stato favorito da condizioni di finanziamento più che mai vantaggiose”, è il commento di Federico Pons, Country Head per l’Italia di Janus Henderson Investors. Negli ultimi 25 anni i tassi di interesse sono infatti crollati, incoraggiando l’emissione di titoli di Stato e assicurarsi finanziamenti con i tassi vicini ai minimi storici produce infatti vantaggi concreti. “L’Italia – aggiunge Pons - non sfugge a questa logica, con un debito pubblico più che raddoppiato. Per cercare di finanziare la crescita economica, il Governo ha beneficiato del costo molto contenuto del denaro e di una domanda crescente di obbligazioni da parte degli investitori”. “Nei prossimi mesi, grazie al piano Next Generation EU, l'Italia avrà accesso a 209 miliardi di fondi europei. Si tratta di un'opportunità e di una grande sfida per il nostro Paese: se sarà in grado di impiegare queste risorse in maniera strategica, finanziando progetti capaci di incidere sulla produttività economica, l'Italia potrebbe vedere una riduzione del rapporto debito pubblico/Pil, che oggi è secondo solo a quello giapponese”, conclude Pons.

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